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mercoledì, settembre 03, 2014

RISTORANTE "IF" - ROMA

"Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!"...

Questa è l'ultima parte della bellissima poesia "IF" di Rudyard Kipling, la cito perchè il ristorante che vi racconto in questo post è nato ispirandosi proprio a queste stupende parole.
Questo locale è situato all'interno di un tennis club e quindi, al momento, è riservato solamente ai soci.
Ma la cosa bella è proprio questa! Vi aspettereste mai di mangiare la vera, gustosa, romantica, immortale cucina romana, quella con la R maiuscola, in un tennis club??
All' IF succede proprio questo.
Il titolare è il mio grande amico Marco, che insieme al suo socio-migliore amico ha rilevato il tennis club Kipling (2 ettari meravigliosi nella campagna romana vicino via della Pisana -in realtà in quest'area di Roma ci sono ben 2 riserve naturali, la riserva dei Massimi e la riserva della Valle dei Casali- con tanto di piscina). Marco, per professione, si è sempre occupato di cibo e adesso, oltre a reggere ottimemente la delegazione APCI di Roma, si occupa personalmente del ristorante.

L'asso, anzi, gli assi nella manica di Marco sono sicuramente gli chef. Padre e figlio, si chiamano Mauro Evangelista (il padre) e Mattia (il figlio). Mauro, trasteverino DOC, ha la cucina romana nel sangue. E la sta trasmettendo, come una grande eredità, al giovane Mattia, neodiplomato alla scuola alberghiera ma già ottimamente a suo agio in cucina.
Ho avuto la possibilità di mangiare all'IF durante il consiglio nazionale dell'APCI. Durante la pausa pranzo, Marco e i suoi chef hanno preparato un buffet a base di specialità romane, e si sono davvero superati: per iniziare, come antipasto, pecorino romano, prosciutto, fantastiche coppiette (o coppiole) di maiale.
E poi , come direbbe Albertone Sordi, gli "umidi" : fagioli con le cotiche, trippa alla Romana e coda alla Vaccinara.




Guardate il colore, quel rosso vivo di un pomodoro cotto a puntino, quella trippa sugosa e invitante. E non riesco a descrivervi il profumo della menta. Mai sentito una trippa alla romana così equilibrata! Davvero da applusi!


E di questi fagioli con le cotiche ne vogliamo parlare? Le cotiche erano perfettamente cucinate (si devono quasi sciogliere in bocca) e insaporite da questi fagioli così densi e cremosi! Davvero una leccornia! Roba da finirsi un kg di pane con un solo piatto!! Pe fà la scarpetta, naturalmente!



E poi Marco, non soddisfatto, tira fuori dal cilindro il piatto forse più identificativo della grande cucina romana : gli spaghetti cacio e pepe! Se siete appassionati di cucina saprete bene che oggi il "cacio e pepe" è diventato un must. Questo piatto impegna chef di tutte le razze e categorie, dall'oste di campagna al 3 stelle michelin. Ma non tutti riescono a farlo, perchè nella sua apparente semplicità è invece un piatto dove la tecnica e soprattutto l'istinto devono guidare la mano del cuoco. Ebbene Mauro, questo istinto, quell'istinto trasteverino-romano, ce l'ha tutto. E il suo cacio e pepe, armonioso e colmo di quella saggezza tipica della cucina antica, è da applauso. Cremoso, pepato, pecorino e pepe dosati quasi matematicamente, per una perfetta simbiosi di sapore e gusto, senza nessun disequilibrio. Siamo alla standing ovation!!!



E per finire, stavolta davvero, Marco ci offre questi dolcetti fatti di pane cotto al forno (il pane lo fa il fratello di Marco, grande fornaio!) e poi affogati nella nutella! Non ne ricordo il nome, le chiamerò "scrocchiarelle": sono il ricordo ancestrale del pane e nutella, rovesciato, delle nostre merende e delle nostre mamme.

Insomma, se devo dirvi la verità non mi aspettavo una full immersion così bella, commovente, nella cucina romana di qualità! Bravissimo Marco, bravissimi gli chef!!

Vi lascio il link al loro sito internet, se riuscite fateci un giro perchè merita davvero!!

http://www.tckipling.it/

sabato, luglio 20, 2013

RAVIOLI ALLA BORRAGINE SU VELLUTATA DI ZAFFERANO E LENTICCHIE MARINATE NELLA BIRRA ROSSA

La scuola, come ormai ben sapete, è sempre attiva, quasi con cadenza quotidiana. Oggi in particolare abbiamo avuto come ospiti dei clienti provenienti dalla Toscana. Tra le varie ricette che ho proposto voglio postarvi questa, realizzata con i nostri Ravioli alla Borragine. L'ho scelta perchè mi piace molto a livello cromatico(molto bello il contrasto tra il giallo ed il marrone scuro delle lenticchie) e anche per il sapore, con una concordanza inaspettata tra lo zafferano (la vellutata molto semplice realizzata con latte, parmigiano, zafferano e un pò di patata schiacciata), le lenticchie (marinate per un paio d'ore nella birra rossa e poi rapidamente scottate ) e le erbe aromatiche (borragine e maggiorana) presenti nei ravioli.
Per completare il piatto un giro d'olio e un rametto di maggiorana fresca! Ricetta realizzata con lo chef Domenico Mimmo Pasculli.





mercoledì, gennaio 30, 2013

Il Menu del...Gambero !!!

Oggi pranzo di lavoro a DeGusto, con alcuni importanti rappresentanti del mondo dell'editoria enogastronomica. Ho proposto un menu di 4 portate, abbastanza elaborato anche negli abbinamenti.
D'altronde i nostri ospiti sono abituati a frequentare i migliori chef stellati di livello nazionale e mondiale, e nel mio (moolto) piccolo ho cercato di creare qualche piatto particolare, anche per evidenziare la qualitá della nostra pasta fresca!
Ecco per intero il menu che ho proposto :

- I Caciopepe, insalatina di fave agli agrumi, vellutata di pecorino ubriaco
Piatto molto elegante anche cromaticamente, ispirato al classico abbinamento romano del pecorino con le fave. Ho preso delle fave gelo, scottate velocemente in acqua, sbucciate e poi mescolate ad alcuni pezzetti di arancia. Olio, sale, pepe e un pizzico di menta. Per la fonduta ho utilizzato un pezzo di pecorino ubriaco, sciolto a vapore con panna, poco latte ed un pizzico di parmigiano. Nel piatto fondo mettete a specchio la fonduta, 4/5 Caciopepe e al centro l'insalatina di fave. Ho decorato con dei germogli di ravanello rosso Vivo

- Scrigni con la burrata di Puglia, passata di barbabietola rossa e ricotta, pomodoro.
Realizzazione molto semplice. Prendete una rapa rossa(si trovano confezionate già bollite) e frullatela con olio evo. Passata al setaccio, aggiungete un pó di panna e ottenete un composto rosso/rosato molto liscio. Passate allo stesso modo la ricotta fresca vaccina al setaccio, per ottenere un composto molto vellutato. Giocate con questi due ingredienti per ottenere un bell'effetto nel piatto (io ho realizzato una griglia), adagiatevi al centro gli Scrigni saltato con del burro alla menta, chiudete con del pomodoro concassè marinato.

- Balanzoni con ricotta e prezzemolo, il sedano rapa marinato nella birra Cisk e la tartare di Scottona
Di questo piatto mi piace l'accostamento particolare dei sapori e delle preparazioni, tutte di derivazione medievale (la carne cruda, la marinatura nella birra, il sedano rapa). Il sedano rapa ha un profumo incredibile, esaltato ancor di piú nella marinatura con la birra (la birra Cisk che mi hanno portato "in dono" i miei amici di Malta). Classica tartare di scottona con il finocchietto selvatico che si sposa benissimo con i balanzoni. Sulla tartare ho infine messo dei germogli di trifoglio, per richiamare l'alimento base della scottona!!

martedì, gennaio 22, 2013

Un menu......maltese!!

Questa settimana ho avuto il piacere di ospitare un gruppo di chef provenienti dalla bellissima Malta ( e da Gozo). Conosco molto bene queste isole e devo dire che, per quanto riguarda la ristorazione, c'è un altissimo livello di professionalità. La cucina poi è un sapiente mix tra i sapori del sud Italia ( Sicilia in primis), quelli tipici del nord Africa e con una influenza anglosassone notevole. Nelle mie visite a Malta ho sempre goduto di una allegra e cortesissima ospitalità e ho sempre mangiato piatti eccellenti, che hanno nel loro DNA una ricerca attentissima alle materie prime (che sono quasi tutte isolane, compreso l'eccezionale pesce fresco). Piatti semplici, freschi e dal gusto inconfondibile. Personalmente mi sono ispirato ad alcune ricette della tradizione maltese per comporre il menu presentato agli ospiti. Ecco alcuni dei piatti che abbiamo presentato :

RAVIOLACCI AL BRANZINO E PROFUMO D'AGRUMI CON LA ZUPPA "ALJOTTA" : questa famosa zuppa è preparata con il pesce fresco (io ho usato spigola e rana pescatrice), pomodoro fresco, aglio (da cui il nome) ed erbe aromatiche.

TORTELLI AL CONIGLIO E TONNO DI CONIGLIO : ricetta molto molto particolare, il tortello al coniglio è un'esclusiva che produciamo proprio per questi clienti. Il sapore è molto deciso, oltre al coniglio infatti vengono usate diverse spezie ed erbe aromatiche (la ricettazione è stata sviluppata con alcuni importanti chef maltesi). L'abbinamento che ho proposto è semplice : il tortello saltato in emulsione di olio e rosmarino, accompagnato nel piatto con il tonno di coniglio. Come si prepara?? Semplicemente si fa cuocere il coniglio al vapore per circa un paio d'oro, ben condito con pepe, sale, cipolla rossa, ginepro, chiodo di garofano, olio evo, basilico fresco.


Dopo la cottura (la carne deve essere molto morbida) si spolpa e si mette in barattolo con olio evo, aglio e rosmarino e si lascia riposare per circa un giorno.


FIOCCHI FORMAGGIO E PERE, CIOCCOLATO E PEPERONCINO, COPPA BRASATA AL SANGIOVESE : questa ricetta è sicuramente "strana", un mix di dolce, salato e piccante. I fiocchi d'altronde, ripieni con taleggio, ricotta, grana e pere, si prestano benissimo a queste interpretazioni. ho fatto sciogliere del cioccolato fondente, mantenendolo liquido in bagnomaria, ho brasato la coppa di maiale in una profumatissima infusione di sanGiovese, spezie come chiodi di garofano, ginepro, coriandolo, poi zenzero fresco, timo e rosmarino.


La coppa deve essere morbidissima, deve scogliersi letteralmente in bocca.


La pennellata di cioccolato è sotto i fiocchi, alternati ai cubetti di coppa. Ho infine guarnito con fili di peperoncino rosso.

Una delle ospiti invece, una bravissima chef Maltese, ci ha proposto una sua ricetta alternativa, che è risultata davvero eccezionale. Ha semplicemente saltato i fiocchi con zucchero di canna, pere fresche e scaglie di parmigiano. Mi aspettavo un che di troppo dolce, invece il risultato è incredibilmente equilibrato! Provatela (fate sciogliere lo zucchero, caramellate le pere, saltate i fiocchi e finite con le scaglie di parmigiano).


TAGLIOLINI CON INVOLTINI "BRAJOLI" E LA LORO SALSA : i "brajoli" (le braciole siciliane, cioè involtini di carne ripiene) sono un piatto tipico di malta. Fette di carne ripiene con formaggio, prezzemolo, pomodoro e uova sode, cotte in una profumata salsa al basilico. Ho riprodotto questa ricetta e nella salsa ho saltato i nostri tagliolini. Ecco il risultato! Una ricetta tradizionale e davvero gustosa!


Per quanto riguarda la linea Divine Creazioni abbiamo proposto un panciotto ripieno con melanzana e scamorza, interpretandolo alla "parmigiana" ! Abbiamo cotto il panciotto in acqua, freddato, passato nell'uovo e nel pangrattato e poi fritto (proprio come si fa con le melanzane!).
Vellutata al pomodoro, olio al basilico, sfoglia di pomodoro e mozzarella. Davvero buono!


Il menu è stato molto apprezzato e c'è stato anche un bellissimo scambio culturale e gastronomico con gli chef nostri ospiti, che ci hanno descritto nei particolari la loro esperienza con la nostra pasta, proponendoci alcuni abbinamenti davvero interessanti. Come sempre ringrazio il mio "socio" Domenico Mimmo Pasculli e lo chef Fabio Lorenzoni

- postato da Vale su blogpress for IPhone
Location:Argenta,Italia

venerdì, dicembre 28, 2012

FIRENZE, LE GUIDE, L'ELITE DELLA RISTORAZIONE...MA LA REALTA?


Qualche settimana fa ho avuto la possibilità di presiedere alla presentazione della nuova guida "I ristoranti d'italia 2013" edita da "l'Espresso".
La location scelta per l'evento è quanto di più bello possa esserci : il Mercato di san Lorenzo a Firenze, nel cuore dell’antica città toscana. Un posto davvero meraviglioso, che non avevo mai avuto la possibilità di visitare. Con la nostra responsabile Marketing siamo venuti ad esporre i nostri prodotti, dato che quest’anno siamo anche noi sponsor per questa importante guida. 

Sono presenti anche molte altre aziende, soprattutto vinicole. In poche ore l’enorme sala si riempie con almeno 400 persone, con una bellissima squadra di sommelier pronta a far degustare i migliori vini. Dopo il saluto del sindaco Matteo Renzi e del direttore della guida Enzo Vizzari (che ho avuto il piacere di ospitare a De Gusto) iniziano le premiazioni per le varie classifiche. Sul palco sale il gotha della ristorazione italiana, da Cracco a Cannavacciulo, da Niko Romito a Oldani , da Vissani (rappresentanto da Luca, ndr) a  Scabin, con naturalmente Bottura, premiato con il massimo dei voti.
Per chi ama questa professione è davvero una bella emozione vedere tutti questi grandi chef, celebri nel mondo, riuniti in un unico palco.




Non voglio annoiarvi con la descrizione minuziosa dell’evento, chè in rete trovate resoconti ben fatti e dettagliati (vi consiglio di leggere quello di Dissapore.com).


Terminato l’evento, dato che il mercato di San Lorenzo è in pieno centro storico, decidiamo di fare un giretto a piedi, perché sostare sotto il Duomo o il Battistero è sempre un’esperienza piacevole. Diamo naturalmente anche un’occhiata ai vari ristoranti che ci sono, per vedere le tipologie di pasta presenti nei menu. Devo dire anche il numero dei turisti presenti, nonostante la crisi, è elevato.
Ora, non so da quanto tempo non frequentate Firenze, ma vi assicuro che passare per le vie del centro lascia un pochino perplessi. La bella atmosfera rinascimentale che si respirava fino a qualche anno fa (lo dico con cognizione di causa visto che sono stato a Firenze decine di volte) si è completamente perduta. Se non fosse per l’aspetto puramente architettonico, uno potrebbe pensare di essere in un suk di Tunisi! Ma non è questo che voglio raccontarvi. Purtroppo la situazione di riflette anche nei vari ristoranti e locali del centro. E’ giusto, secondo voi, scrivere “cucina tipica toscana”, “vera cucina italiana” “Antica cucina toscana” ecc.ecc. quando non è presente un cuoco italiano? Secondo voi un cuoco indiano, detto con il massimo rispetto che la mia educazione mi consente, può conoscere l’antica e vera cucina italiana??

Io sinceramente credo di no. E credo anche che non sia giusto che un turista americano o giapponese che sia, che spende fior di quattrini per venire in Italia, debba mangiare cose che non appartengono alla nostra tradizione culinaria, cucinate con prodotti che vengono da mezzo mondo (carne da Olanda, Polonia, est Europa – pesce da Atlantico, Pacifico – verdure surgelate da Francia, Spagna, Nord Africa ecc.ecc [lista davvero troppo lunga per continuare].
E’ giusto?? Ma ci pensate a quanto può valere il turismo, la cosiddetta “Ospitalità”, nell’economia del nostro Paese??E ci possiamo permettere davvero di perderla così?
La ristorazione, il turismo, sono settori che con le cosiddette liberalizzazioni  sono stati completamente snaturati : come si può “liberalizzare” la nostra cucina Italiana?? E’ stato permesso a tutti di poter entrare in cucina e fare un mestiere che invece richiede anni di studio e di profonda preparazione. Senza regole precise e senza leggi adeguate stiamo perdendo la nostra identità culinaria. Non regge più neanche la solita scusa degli “italiani che non vogliono più fare certi lavori” : le scuole alberghiere sono piene di studenti, cosi come sono pieni i vari corsi di cucina e le scuole private. E oggi, grazie a televisione e giornali, fare lo chef è un lavoro di gran moda, un lavoro “figo”!!

Io dico che sono sbagliate le leggi: Vuoi aprire un ristorante italiano? Bene, devi innanzitutto avere un cuoco “certificato” ( non mi frega della nazionalità), con una valida formazione e riconosciuto idoneo (dopo attento esame) da apposita commissione. Inoltre il ristorante deve utilizzare almeno il 70-80% di materie prime prodotte in Italia (e di queste possibilmente la maggior parte di produzione locale). Il titolare deve dimostrare di conoscere la gestione economica, del personale, del marketing, della cucina dalla A alla Z (basta con i titolari che aprono locali solo per “sfoggiare” arredamenti creati dall’architetto del momento!). E se vuoi proporre ai tuoi clienti “la cucina tipica” di un determinato posto devi prendere un’apposita “specializzazione”. Se non rispetti questi parametri puoi tranquillamente aprire un ristorante “etnico”.
E’così difficile? Preferiamo perdere la nostra identità culinaria? E con essa tutto il businnes legato a questo settore (che ci consentirebbe tranquillamente di essere una delle nazioni più ricche al mondo, visto il nostro patrimonio culturale)?
Io voglio fare una raccolta di firme per proporre una legge adeguata, spero di trovare molte persone che possano supportarmi, cominciando dai tanti lettori del blog!

martedì, dicembre 11, 2012

Ricordi di una bella serata....

Volevo solo postarvi un link, dove troverete alcune belle foto della "due giorni" di degustazioni fatta a Gallipoli con un nostro importante cliente. Io come al solito "chiacchieravo", presentando i prodotti ai nostri clienti mentre in cucina gli chef Mimmo e Meo (Domenico Pasculli e Bartolomeo Ruggiero ndr) si dilettavano nella preparazione di splendidi piatti!!
Ecco il link

http://www.hielosrl.it/index.php?option=com_content&view=article&id=73&Itemid=80

Approfitto per ringraziare le persone che ci hanno accolto con grande ospitalità, in primis il sig. Gatto!

Domani vi posto il menu che abbiamo pensato per queste serate!


lunedì, dicembre 10, 2012

Un altro menù....

Settimana scorsa abbiamo proposto diversi menu qui alla scuola, ed uno molto dei più interessanti è stato quello per dei clienti arrivati in visita dalla Germania. Parlo al plurale perchè il menu lo abbiamo, appunto, elaborato con lo chef Mimmo, con il quale mi trovo perfettamente in sintonia nell preparazione e realizzazione delle ricette.
ECCO LO CHEF MIMMO IN AZIONE!!




Ed ecco invece le ricette che abbiamo proposto. Naturalmente se volete maggiori informazioni sulle ricette potete contattarmi via mail oppure commentare direttamente il post.
Le ricette e le foto
TORTELLI RUSTICI AL CAPRIOLO IN SALSA DI BRANDY E MIRTILLI




TORTELLI AL CINGHIALE CON VARIAZIONI DI POLENTA E GUAZZETTO DI CARDONCELLI,SHITAKE E PORCINI




(la "patatina fritta" di polenta era buonissima!!)
SCRIGNI CON BURRATA DI PUGLIA, DRIPPING DI VELLUTATA AL SALMONE E ASPARAGI MARINATI NELLE ERBE




BAULETTI ALL'ASTICE SU NERO DI SEPPIA, BOTTARGA E MELANZANE ALLA VISSANI.




- postato da Vale su blogpress for IPhone

venerdì, novembre 09, 2012

SPECIAL TORINO: RISTORANTE DEL "CIRCOLO DEI LETTORI"

Dopo un aperitivo così di classe il locale scelto per la nostra prima cena "torinese" non poteva non essere che un posto molto particolare: siamo infatti venuti al ristorante "del Circolo dei Lettori", situato all'interno di Palazzo Graneri della Roccia, meraviglioso attestato del clima risorgimentale che si vive in città. E' davvero difficile raccontare con semplici parole la bellezza di questi palazzi, la ricchezza e la storicità dei loro arredi che lasciano davvero senza fiato.












E' invece d'obbligo raccontare quello che è stato il primo impatto con l'enogastronomia di questa città. All'entrata del ristorante si viene accolti da innumerevoli ritratti di personaggi storici, e da una magnifica credenza ricolma di grandi vini piemontesi (foto)

Salta subito all'occhio il "certificato di eccellenza" rilasciato da Tripadvisor, con una valutazione quasi a pieni voti rilasciata dai clienti (foto)

La sala non è grandissima, il soffitto a volta e i tantissimi quadri alle pareti la rendono forse ancor più piccolina all'occhio, ma gradevolmente calda e accogliente. Iniziamo subito con un "Uovo cotto nel guscio, fusione di Raschera e cardo Gobbo il leggera Bagna Caoda": perfetto "ensemble" e concentrato di sapori piemontesi. Eccezionale, soprattutto il piacere finale di intingere il pane nell'uovo e nella bagna caoda (foto).

Continuiamo con un gradevole risotto ai funghi porcini, classica preparazione realizzata molto bene.

Come secondo piatto, in questo menu degustazione, ci viene proposto "Cappello del prete (dal Fassone) cotto nel Nebbiolo e profumato al cacao" : la tenera carne, "stracotta" nel deciso Nebbiolo, acquista un suo sapore molto particolare, ed il profumo del cacao va in delizioso contrasto con l'insalatina di peperoni e zucchine. (foto)

Terminiamo con un mix di dolci tradizionali,  la "coppa sabauda", il ciambellone e la "tenerina". Consistenze diverse, cosi come le preparazioni, ma che si raccordano perfettamente in un unico piatto. (foto)

Devo dire che ho gradito moltissimo l'uovo, è stata la portata più particolare, semplice ma allo stesso tempo complessa: ai più può apparire come un semplice uovo al tegamino, ed è proprio questo il bello : le nostra cucina tradizionale, quella regionale, prevede piatti semplici, che arrivano dalla cucina povera, ma è proprio la riscoperta di queste pietanze, per noi abituati ad hamburger -cibo etnico, cucina molecolare ecc.ecc.- ad esaltare. Ottima anche la selezione dei vini : Roero Favorita di Filippo Gallino, Barbaresco della tenuta Riscossa e , immancabile al dessert, il Moscato naturale d'Asti di Michele Taliano.
Faccio i complimenti allo chef Stefano Fanti ed al suo staff e vi invito a visitare questo bel ristorante : oltre alla storicità del posto assaggerete la vera cucina Piemontese (clicca qui per vedere i menu). 
Per maggiori informazioni andate su http://www.circololettori.it

giovedì, novembre 08, 2012

RICETTA: TRIANGOLI AL PESCE SPADA SU ZUPPETTA DI PATATE DOLCI, PACHINO E PESCE SPADA LACCATO IN OLIO E MENTA


Ci tenevo a presentarvi questa bella ricetta che ho realizzato insieme all’amico e grande chef Mimmo (Domenico Pasculli ndr) in occasione della visita, alla scuola di cucina, di un nutrito gruppo di colleghi danesi, precisamente di Copenhagen.
Mi piace molto studiare le varie cucine, soprattutto quelle straniere, e creare ricette “integrate” con la nostra cucina tradizionale. In questa maniera si scoprono sempre sapori nuovo e rendo più familiare il concetto di Pasta a chi non ha i nostri stessi costumi alimentari.
Abbiamo presentato quindi i nostri “panciotti con cappesante e gamberi con piccolo smørrebrød (pane di segale, misticanza, salmone e burro alle erbe), e gamberi saltati alla birra rossa” e i  “triangoli al pesce spada su zuppetta di patate dolci, pachino e pesce spada laccato in olio e menta”.
E’ proprio quest’ultima ricetta che voglio presentarvi. Anche in questo caso preparazioni molto semplici : le patate dolci, una volta lavate, sbucciate e tagliate a cubetti di circa 1 cm, vanno scottate in padella con un fondo di olio evo, scalogno, qualche bacca di ginepro. Il pesce spada, tagliato a cubetti delle stesse dimensioni, è stato fatto laccare(cioè immerso in olio) in forno a bassa temperatura per circa 2 ore ed infine i pomodorini, tagliati in filetti, che sono stati “arrostiti” sempre al forno a 150°C con un mix di erbe aromatiche, pepe nero, sale e zucchero. Mimmo ha poi realizzato un fondo con brodo vegetale montato con burro allo zafferano.
Ecco qui sotto il risultato finale, che devo dire è stato molto gradito ai nostri ospiti!!

PESCATA NOTTURNA A GALLIPOLI (SALENTO)


Nelle mie vacanze non può mancare una pescata notturna al porto di Gallipoli! E’ ormai tradizione!! Tradizione che quest’anno ha visto coinvolta anche la Paola. Partiti con grande entusiasmo verso le 23.30, abbiamo trovato un posticino interessante all’interno del porto nuovo, sul molo dove ci sono i cantieri navali.
La zona è controllata da un guardiano, ma è comunque aperta ed accessibile, quindi dopo averlo salutato con un cenno di cortesia ed aver evitato l’assalto dei suoi adorabili cagnolini (di varie taglie ma tutti poco affettuosi-per fortuna se la sono presa con le ruote della mia macchinina!!) ci siamo diretti all’estremità del molo. Appena scesi, subito sotto la riva ,abbiamo notato una nuvola di cefali anche di discrete dimensioni e senza perdere altro tempo ci siamo messi a pescare, usando una pasta di pane bianco e formaggio realizzata da me nel pomeriggio (che vi credete?? Sono uno chef anche quando preparo le pasture per la pesca!!!). Mentre la piccola Pipi (la nostra bassottina ndr) ha esplorato instancabilmente il molo fino alle 5 di mattina Paola è crollata dopo più o meno un’ora di pesca, abbandonandomi al mio destino e rifugiandosi dentro l’auto. Io invece, imperterrito, ho continuato a pescare, prendendo 3 bei cefali sui 6-7 etti di peso. Tornati a casa ho subito sviscerato il pesce e la sera stessa ho preparato un cous cous preparando un sughetto con cozze, gamberi, i cefali e la meravigliosa passata preparata da mamma con i pomodori coltivati da papà Natalino. Una vera cenetta a km 0 !!!


domenica, settembre 16, 2012

Il nuovo sito....

Ciao a tutti,

come sapete ultimamente, oltre al blog, sono nate RadioMela (che potete ascoltare a questo indirizzo http://www.spreaker.com/user/lamelachesimangia/la_rossa_mela_della_sera_14_settembre ) che va in onda ogni giorno, e poi la pagina Facebook "La Mela che si mangia"...per non farvi perdere tra le varie pagine di riferimento ho pensato di creare un unico posto dove ritrovare tutte le mie attività!!

Ecco allora l'indirizzo del nuovo sito :

http://www.lamelachesimangia.jimdo.com



Qui trovate tutto!!

Naturalmente questo blog rimane attivo (questo posso gestirlo direttamente da Iphone e Ipad!) e trovate l'indice degli articoli (suddiviso in Viaggi, Ricette, ecc) sul sito!!

Grazie e buona lettura!!

martedì, agosto 28, 2012

Cuori rossi ripieni con mozzarella di bufala Campana, pomodoro e basilico su crema di cappesante, pomodoro verde fritto, gambero al pepe



Ecco una ricetta molto semplice che ho proposto ieri durante un pranzo di lavoro qui a DeGusto.
Gli ingredienti da utilizzare sono :
- cuori rossi con mozzarella di Bufala, pomodoro e basilico (2/3 a persona)
- polpa di cappesante 
- pomodori oblunghi poco maturi
- sedano e carota
- cipolla rossa di Tropea
- zenzero fresco
- prezzemolo fresco
- basilico fresco
- code di gambero
- bacche di pepe rosso
- pepe nero macinato
- farina
- olio extravergine di oliva
- sale
- acqua

Preparate un fondo con l'olio evo (noi alla scuola stiamo usando il Cima di Bitonto), sedano, carota e cipolla di Tropea tritati finemente, zenzero fresco tritato, basilico e prezzemolo e le bacche di pepe rosso. Fate insaporire l'olio, sempre a fuoco basso, e poi aggiungete la polpa delle cappesante (in questo caso private della corallina). Rosolate per qualche minuto e aggiungete qualche mestolo d'acqua, portando ad ebollizione. Quando il brodo sarà pronto frullate con un mix ad immersione fino ad ottenere una crema vellutata. Potrete aggiustare la densità aiutandovi con l'acqua di cottura della pasta. Scottate velocemente in padella le code di gamberi con un cucchiaio di olio e del pepe nero macinato al momento. Infine tagliate i pomodori a fette, infarinateli e friggeteli in olio caldo. Olio rigorosamente extreavergine!!
Completate quindi il piatto mettendo la salsa a specchio sul fondo, due cuori (bolliti in acqua e saltati con burro), i pomodori fritti ed il gambero.

lunedì, luglio 23, 2012

Churrascaria Vento Haragano...

Prima sera in Brasile e subito prima opportunità di mangiare (o meglio rimangiare) il churrasco...in questi 10 anni di tremenda "saudade" ho provato inutilmente a ritrovare quei sapori indimenticabili (le mie churrascarie preferite erano SPETTUS nella città di Maceio - del quale avevo la tessera GOLD perchè ci ho lasciato più che uno stipendio!) e naturalmente il PORCAO, quello situato a pochi passi dalla spiaggia di Ipanema, a RIO), ma con scarsissimo successo...

Stasera però posso rimettermi in pari, e quindi decido di affrontare in questa churrascaria il mio "man vs food" brasiliano...

Siamo insieme al gruppo dell'Emilia-Romagna, che grazie proprio ad una iniziativa dell'enoteca regionale ha deciso di portare le migliori aziende qui al Sial Brasil. Divisi direi equamente tra emiliani e romagnoli il divertimento non dovrebbe certo mancare!

Il nome proposto è quello del "VENTO HARAGANO", un ristorante molto noto in città e situato vicino al nostro Hotel, il Cesar Business sull'avenida Paulista.
Sebbene sia facile da raggiungere a piedi, usufruiamo gratuitamente di un comodo servizio navetta che ci porta in breve tempo a destinazione.


Questa è la "vetrina" del Vento Haragano!! Otto carrè che girano lentamente intorno alla rossa brace, creando effluvi talmente esaustivi da aprirti lo stomaco a metà per la fame! Sono rimasto come inebetito ad osservare questo trionfo di meravigliosa carne e solo dopo molte insistenze dei miei commensali mi sono accomodato al tavolo...

Allora il churrasco (per quei pochi che non hanno avuto la fortuna di provarlo) funziona cosi : ti siedi, ti alzi subito per prendere un piatto colmo di prelibatezze al buffet, ti risiedi, cominci a mangiare il tuo piatto, giri il tuo cartellino sul lato verde (che vuol dire "porta a volontà perchè ho una fame tremenda") ed i camerieri incominciano a portarti la carne al tavolo, infilzata su enormi spiedi che si attaccano direttamente nei camini di cottura. La tagliano nel tuo piatto, quanta ne vuoi tu. Ne portano a volontà, e te ne portano ben 25 qualità diverse. E tu mangi fino a quando non giri il cartellino sul lato rosso, che vuol dire "basta, a nin pòs piò".
La cosa più bella??? Paghi un prezzo fisso per mangiare a volontà (escluse naturalmente le bevande, che sono extra).
Vediamo quali sono i punti di qualità del Vento Haragano.

BUFFET: bellissimo, completo, immenso, coreografico. Potrei trovare altri mille aggettivi. Supera di gran lunga quello del PORCAO di Rio de Janeiro, che era fino a questo momento in cima alla mia personale classifica. C'è di tutto : crostacei, insalate, verdure di ogni tipo, affettati, formaggi, sushi (il sushi va molto di moda qui a San Paolo perchè c'è una grandissima comunità di giapponesi, e quindi lo trovi dappertutto). Tutte materie prime fresche, di primissima qualità e ottimamente preparate.


IL CHURRASCO : spettacolare, ma il mio preferito resta sempre quello di Spettus. Al tavolo, come segnaposto, trovi una brochurina che elenca tutti i pezzi dell'animale che sono arrostiti e poi mangiati. Ve li elenco perchè "suonano" troppo bene : Rabo, Lagarto, Coxão duro ou Chã de fora, Coxão mole ou Chã de dentro, músculo, Patinho, Picanha, Alcatra, Contra filè argentino, Filè mignon, Aba de filè, Fraldinha, Costela, Acèm, Puleta, Peito, Pescoço, Filè de costela, Maminha de Alcatra, Cupim, Matambre Recheado.
Ecco. Questo è il churrasco. Ma soprattutto la Picanha è il Churrasco. Tecnicamente è la parte bassa del RoastBeef, e presenta una sottile coperta di grasso che le dona una morbidezza ed un sapore prodigioso. Oltre alla picanha, le parti più buone sono la costela (quelle in vetrina!!) il filetto in generale, e la fesa di coscia (coxão).
Sono da provare la linguiça (la salsiccia di maiale) ed il mitico coração de Frango, cioè il cuore di pollo sempre grigliato! Squisito.
Ho mangiato tanto, ma in realtà ho perso il mio man vs food....10 anni fa mi sedevo al tavolo a mezzogiorno e uscivo più o meno alle tre...(per questo avevo la tessera GOLD!!!)...il cartellino rimaneva sempre, costantemente sul verde...
Qui invece ho assaggiato (o passeggiato!), più o meno un paio di piatti in totale, quasi niente! Ahimè vecchiaia mi colse!

IL PERSONALE : tutti con la divisa da gaucho, la manager di sala ne indossava una versione femminile davvero molto bella. Appena preso il piatto dal buffet ci camerieri ci hanno assalito, cominciando a portare carne a volontà. occludendoci ben presto stomaco ed esofago!! Niente paura, questa è proprio la tecnica che usano : farti mangiare tanto ma molto velocemente, in modo da riempirti subito la pancia...ricordate il prezzo fisso!!
Comunque tutti molto professionali e cordiali, soprattutto alla fine quando abbiamo chiesto 10/12 fatture diverse!!! In Italia ci avrebbero ucciso!!!


LA SALA : molto, molto bella..arredata con legni molto caldi e con splendide pareti in pietra....e con un lampadario centrale meraviglioso. Spazi giusti tra i tavoli, anche le compagnie rumorose (come la nostra!) non disturbano gli altri clienti. 


IL CONTO : bè...non si paga poco, soprattutto se pensate che 10 anni fa, quando ero in Brasile, mangiare dal PORCAO (considerato la miglior churrascaria del paese) costava circa 70 real con le bevande - parliamo di 5-6 cachaca a testa -(al cambio di allora circa 25.000lire !!! bei tempi).
Il conto finale è stato di circa 135 real a persona, sui 60€....

Vi consiglio quindi di visitare questo spettacolare ristorante se vi trovate a San Paolo e dintorni, ne vale sicuramente la pena...
Per tutte le informazioni potete visitare il completo sito internet all'indirizzo:


E se ne volete ancora ricordate....cartellino sul verde!!!



domenica, luglio 22, 2012

Brasile part one : ....incubo Alitalia....

Ed ecco arrivato il grande giorno...finalmente si parte per il Brasile, un ritorno in questa magnifica terra che ho atteso per dieci anni....Il viaggio è abbastanza lunghetto (il volo diretto Roma-San Paolo dura circa 11 ore) e speravo tanto di passarlo discretamente...
La prima tratta è Bologna-Roma...voliamo con Alitalia (il ritorno invece sarà targato Air France). L'aereo è il nuovo Airbus A318, piccolo ma estremamente confortevole. Volo velocissimo, neanche il tempo di accendere l'Ipad e siamo già in fase di discesa.
Fiumicino lo ricordavo un pò meglio, dico la verità...mangiamo un'insalata in un self service sperduto al primo piano, poca scelta e tavoli tutti, ripeto tutti, imbrattati!!
Check-in molto veloce, alle 21.30 siamo a bordo. Ed il mio incubo purtroppo si materializza.

Voliamo a bordo di un Boeing 777-200, un aereo grande ma con talmente tanti posti che dentro si sta stipati come alici!
Nella classe che usiamo noi poveri mortali (cioè la turistica) ci sono 9 - nove - sedili per fila, e quindi lo spazio è, per forza di cose, molto poco.

E dove potevo capitare io, se non nel sedile centrale della fila da nove?????
spazio per le gambe (sono alto quasi 1,90mt sorry!!) uguale a zero....in più metteteci il mio peso forma non proprio ideale...
I miei compagni di viaggio? Una signora di mezza età, brasiliana ma sposata con un italiano, simpaticissima e molto molto cordiale, con la quale abbiamo piacevolmente chiacchierato (e alla quale ho regalato una fiammante penna della Ferrari, da donare al suo nipotino!!) e un ragazzotto, anche lui brasiliano) grande il doppio di me e con un respiro asmatico tipo film del terrore di Hitchcook.

Evito quindi di dilungarmi su scomodità, aria condizionata freddissima e non regolabile, hostess e steward così così e passo al food...una robaccia davvero incredibile, mai vista...


Ecco...questo misero vassoietto...con un panino che definire raffermo è un onore , una vaschetta con dei pezzetti di carne, delle striscioline, di un animale indefinito (credo manzo) forse al curry, un pò di frutta passata e un dolcetto che francamente non ricordo.
UNA COSA INDECENTE....visto soprattutto il costo del biglietto aereo, di ben 1532 €
La colazione non posso raccontarvela, semplicemente perchè mi sono rifiutato di prenderla.

Il mio rammarico è che l'ALITALIA è la prima vetrina che i turisti "guardano" quando vengono nel nostro paese e, a malincuore lo dico, è una vetrina allestita veramente male!
Il cibo, le materie prime, la cucina è, o meglio dovrebbe essere, uno dei punti di forza del nostro PIL insieme al turismo...eppure non riusciamo a valorizzarlo per niente... io non dico che sull'aereo devono servirmi CHIANINA, ma cavolo neanche una carnaccia polacca cucinata senza senso!! Ci sono tantissimi ottimi prodotti creati appositamente per il catering, possibile che dobbiamo servire qualcosa che non ha NIENTE, NIENTE di Italiano?


Il ritorno con AIR FRANCE (stesso identico aereo) è stato nettamente migliore. posto più comodo, molte più attenzioni ai passeggeri, mangiare discreto e soprattutto con cose francesi (come il BRIE).
Italia 0 - Francia 1
Sorry!

giovedì, giugno 14, 2012

Apps Review : iVissani per Iphone e Ipad...

Oggi vi presento una bella applicazione che ci mette in contatto diretto con uno degli chef più famosi d'Italia, Gianfranco Vissani.

La sua nuova app, chiamata proprio iVissani, ci aiuta ad entrare nel mondo "stellato" dell'alta gastronomia italiana, dandoci molte info e permettendo anche di interagire, ad esempio prenotando direttamente una cena al ristorante Casa Vissani.

Il menu principale, situato nella parte inferiore dello schermo, prevede 4 voci: 


- novità: a sua volta questo menu apre diverse pagine, ovvero Novità, Eventi e Proposte. Interessante soprattutto quest'ultima voce, perchè qui sono descritte tutte le offerte che Vissani propone ai suoi ospiti, tra le quali anche la possibilità di mangiare a costi economici. Bellissime le "Perle by Vissani" sfiziosissime ricette assolutamente da provare








- La ricetta: una delle meravigliose ricette di Vissani, spiegata e descritta nei minimi particolari. Tra l'altro se scaricate questa Apps e andate a mangiare da Vissani (prenotando con la stessa apps) la ricetta vi sarà offerta




- Prenota : offre la possibilità di prenotare. Basta inviare il vostro nome ed il vostro nr di telefono e sarete subito richiamati dal cortese personale di casa Vissani.Comodo, pratico e soprattutto servizio efficiente!!

- iVissani : ci sono le aziende che in un modo o nell'altro collaborano con Vissani. Vini, pasta fresca, Olio extravergine, frutta, tartufi ma anche servizi come fotografo professionista , riviste di settore ecc. Importante: se acquistate tramite l'apps queste aziende vi faranno il 15% di sconto. Non male!





In definitiva una apps davvero ben fatta, semplice ma completa, ideale per scoprire il variegato mondo di uno dei maestri della cucina Italiana.

Gli screenshot sono naturalmente presi dal mio Iphone...

martedì, giugno 05, 2012

Madrid......

Questo mese non ho viaggiato molto, inizia la stagione un pò per tutti e quindi c'è poco tempo per visitare i clienti, ritornati finalmente attivi. Ho avuto però la fortuna di andare un paio di giorni a Madrid, per una degustazione di nostri prodotti. L'accoglienza, come sempre accade in Spagna, è stata meravigliosa.

L'ho già scritto in qualche post sicuramente, ma lo ripeto : gli spagnoli hanno quella ospitalità tutta mediterranea (della quale un tempo noi italiani eravamo campioni) che ti fa sentire accolto e benvenuto. Sempre. Di questo tema ne parlerò successivamente perchè vorrei diventare (!!) il Beppe Grillo del turismo e della ristorazione e far capire a chi ci governa che queste sono due risorse fondamentali per il nostro paese e che non sfruttiamo per niente. Ma ne riparliamo...

Ora torniamo a Madrid. Volete un esempio di cordialità?? Bene..il primo giorno arriviamo in albergo verso le 16.00 , diretti dall'aeroporto. Sui voli di linea ormai non ti danno neanche un bicchier d'acqua se non paghi (salato!) e quindi abbiamo un pò di fame. Il mio direttore chiede all'albergo qualche ristorantino nei paraggi, ma visto l'orario abbiamo tutti poca fiducia. Il receptionist invece ci indirizza, con molta tranquillità, in un locale sito a pochi mt di distanza (circa 300).

Noi affrettiamo il passo, sempre poco speranzosi, e invece...TA DAAA....ristorante apertissimo, cameriere che ci fa le feste come se avesse visto la Madonna di Lourdes, cucina operativa e massima disponibilità!!! Ci accomodiamo al tavolo e con nostra estrema gioia il cameriere ci spiega per filo e per segno tutte le specialità del locale, con grande maestria. Ci permettiamo addirittura di richiedere un paio di modifiche a dei piatti, e la richiesta viene accolta senza batter ciglio! Fantastico...non vedevo una cosa così da anni...Se in Italia ti presenti alle 16 in un ristorante come minimo ti denunciano per disturbo della quiete pubblica (anzi dello chef!!)...

Le pietanze superano le aspettative, anche perchè siamo estremamente ben disposti : niente di particolare eh, ma la cucina spagnola è bella proprio per questo. Poche cose ma buone e fatte bene, con materie prime eccellenti. Prendiamo baccalà all'andalusa, jamon iberico, insalata mista fantastica con il bonito, olive all'aglio e mandorle salate come snack, pane e pomodoro e una bella cerveza fresca.

Molto bello da vedere anche il banco del pesce fresco. Il ristorante in questione si chiama "El Rincon de Pardinas"  ( http://www.elrincondepardinas.com/ ). Se passate da quelle parti provate.








Taberna El Rincon de Pardiñas


Calle del General Oráa, 61  28006 Madrid, Spagna
915 63 46 77

lunedì, maggio 14, 2012

Casa Vissani

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di trovarmi (per lavoro) a Casa Vissani, il ben noto ristorante situato a Civitella del Lago, in provincia di Terni.
Il padrone di casa, lo chef Gianfranco Vissani, ci ha gentilmente ospitati, facendoci apprezzare il suo menu degustazione. Ecco cosa ho portato a casa da questa meravigliosa esperienza.

AMBIENTE: Indubbiamente Casa Vissani è un ristorante esclusivo, dove si vive tutta l'arte dell'ospitalità italiana. Gli ambienti sono raffinati, eleganti, pensati da architetti che ben conoscono il loro mestiere, moderni. Non si ha l'impressione di entrare in una dimora antica, ma in un ambiente moderno, dinamico, dove si può apprezzare al meglio anche la particolare cucina.





IL MENU : la classe di Vissani non è acqua...tante sono le voci che si sentono su di lui...essendo un personaggio televisivo, pubblico, molti lo giudicano solo per l'apparenza. In realtà è un talento, la sua cucina ha un filo conduttore unico, particolare, che riesce ad esaltare ogni singolo ingrediente in una complessità di sapori in continuo crescendo. Ecco i piatti che abbiamo degustato:

- Zuppa di ceci con quenelle di rapa rossa e farina di carrube, gamberoni rossi, asparagi e filetti di pomodoro nero




- Capellini su gamberi bianchi e brodo affumicato




- Maialino cotto al latte, millefoglie di panzanella, cetrioli, tramezzino al pomodoro e purè di patate




Zuppa di panna acida e polvere di cacao, cubo di foie gras, pralina di nocciola al cioccolato





IL SERVIZIO : eccezionale. Come il padre, anche Luca Vissani ha un talento per la gestione della sala. L'occhio ai piccoli dettagli, ai particolari, è questo che fa la differenza. I maitre sono affabili, gentili, ti mettono a tuo agio senza a tutti i costi voler far pesare l'importanza del luogo. Le apparecchiature sono di gran classe, perfettamente integrate al contesto. Insomma, solo ad essere seduti in sala si vive un'esperienza indimenticabile





LA BRIGATA : Guidata dall'infaticabile Maestro Mori, la giovane brigata di Casa Vissani segue alla regola i dettami del geniale Chef, trasformando in gustosa realtà quelli che sono i virtuosi pensieri di Gianfranco. Professionali, preparati e sempre in ordine. Bravi

I PARTICOLARI : come già detto qui a Casa Vissani non si lascia niente al caso. Sono i particolari che fanno la differenza. Tutto è curato al minimo dettaglio, come ci si aspetta da un tempio della cucina italiana.

GLI INGREDIENTI : le materie prime sono scelte da Vissani in persona, come ben racconta nel nuovo libro che Surgital gli ha dedicato. Tutte di eccellente qualità. Qualità che rimane inalterata nei piatti proposti. Dovrebbe essere un esempio per la ristorazione italiana.

Se volete anche voi provare questa magnifica esperienza, ecco i recapiti di Casa Vissani.

Ristorante Casa Vissani

s.s. 448 Todi- Baschi Km 6.600 (TR)
Tel : 0744/950206

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