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lunedì, dicembre 10, 2012

Un altro menù....

Settimana scorsa abbiamo proposto diversi menu qui alla scuola, ed uno molto dei più interessanti è stato quello per dei clienti arrivati in visita dalla Germania. Parlo al plurale perchè il menu lo abbiamo, appunto, elaborato con lo chef Mimmo, con il quale mi trovo perfettamente in sintonia nell preparazione e realizzazione delle ricette.
ECCO LO CHEF MIMMO IN AZIONE!!




Ed ecco invece le ricette che abbiamo proposto. Naturalmente se volete maggiori informazioni sulle ricette potete contattarmi via mail oppure commentare direttamente il post.
Le ricette e le foto
TORTELLI RUSTICI AL CAPRIOLO IN SALSA DI BRANDY E MIRTILLI




TORTELLI AL CINGHIALE CON VARIAZIONI DI POLENTA E GUAZZETTO DI CARDONCELLI,SHITAKE E PORCINI




(la "patatina fritta" di polenta era buonissima!!)
SCRIGNI CON BURRATA DI PUGLIA, DRIPPING DI VELLUTATA AL SALMONE E ASPARAGI MARINATI NELLE ERBE




BAULETTI ALL'ASTICE SU NERO DI SEPPIA, BOTTARGA E MELANZANE ALLA VISSANI.




- postato da Vale su blogpress for IPhone

giovedì, novembre 08, 2012

RICETTA : TIRAMISU CON QUADRELLO AL CACAO E SCORZA D’ARANCIA FRITTA


Qualche giorno fa ho avuto ospite alla scuola di cucina un importante cliente russo e, oltre alle referenze tradizionali, ho proposto anche un dessert al bicchiere preparato con una delle nostre specialità più particolari : il quadrello al cacao con scorza d’arancia.
Questa referenza, presentata nel 2008, ha subito conquistato i nostri clienti per la particolarità sia della sfoglia (una tradizionale pasta all’uovo con una percentuale di cacao amaro, che dona il caratteristico colore)che del ripieno (ricotta fresca emulsionata con succo d’arancia e scorretta d’arancia semicandita). Il sapore è sicuramente particolare, ottimo se abbinato alla selvaggina (penso ad un ragù di cinghiale lavorato al cacao), al pesce (orata profumata agli agrumi) oppure con creme a base di yogurth bianco o fondute di formaggi quali l’Asiago o il Taleggio.
Per questa occasione ho voluto presentarlo sotto forma di dessert : la ricetta è davvero molto semplice e di facile esecuzione . Scottate i quadrelli per 40 secondi in acqua bollente, scolateli e friggeteli in abbondante olio extravergine di oliva.

Il tempo di frittura è di circa 3 minuti, il quadrello deve risultare croccante all’esterno e cremoso all’interno, come un biscottino farcito.
Ho preparato la classica crema per tiramisù sbattendo i rossi d’uovo con lo zucchero, addizionando il mascarpone ben freddo ed incorporando infine la panna montata. Nel bicchiere scelto ho messo un primo strato di crema, polvere di caffè ed il quadrello.

 Ho ricoperto quindi con un altro strato di crema ed ho completato con cacao amaro e ribes rosso. Semplice ma d’effetto!!


martedì, agosto 28, 2012

Cuori rossi ripieni con mozzarella di bufala Campana, pomodoro e basilico su crema di cappesante, pomodoro verde fritto, gambero al pepe



Ecco una ricetta molto semplice che ho proposto ieri durante un pranzo di lavoro qui a DeGusto.
Gli ingredienti da utilizzare sono :
- cuori rossi con mozzarella di Bufala, pomodoro e basilico (2/3 a persona)
- polpa di cappesante 
- pomodori oblunghi poco maturi
- sedano e carota
- cipolla rossa di Tropea
- zenzero fresco
- prezzemolo fresco
- basilico fresco
- code di gambero
- bacche di pepe rosso
- pepe nero macinato
- farina
- olio extravergine di oliva
- sale
- acqua

Preparate un fondo con l'olio evo (noi alla scuola stiamo usando il Cima di Bitonto), sedano, carota e cipolla di Tropea tritati finemente, zenzero fresco tritato, basilico e prezzemolo e le bacche di pepe rosso. Fate insaporire l'olio, sempre a fuoco basso, e poi aggiungete la polpa delle cappesante (in questo caso private della corallina). Rosolate per qualche minuto e aggiungete qualche mestolo d'acqua, portando ad ebollizione. Quando il brodo sarà pronto frullate con un mix ad immersione fino ad ottenere una crema vellutata. Potrete aggiustare la densità aiutandovi con l'acqua di cottura della pasta. Scottate velocemente in padella le code di gamberi con un cucchiaio di olio e del pepe nero macinato al momento. Infine tagliate i pomodori a fette, infarinateli e friggeteli in olio caldo. Olio rigorosamente extreavergine!!
Completate quindi il piatto mettendo la salsa a specchio sul fondo, due cuori (bolliti in acqua e saltati con burro), i pomodori fritti ed il gambero.

giovedì, agosto 02, 2012

Scrigni con burrata di Puglia, crumble di pomodori e semi, nero di seppia

In questi giorni sto preparando diverse ricette con le novità delle Divine Creazioni, ovvero gli "scrigni con la burrata di Puglia" e gli "scrigni con i funghi porcini", quest'ultimi ripieni per l'80% di questo delizioso fungo.
Anche per gli scrigni di burrata sono previsti due ingredienti principali: la "burrata", che acquistiamo fresca presso un tradizionale caseificio di Andria e l'olio extravergine sempre pugliese, in questo caso il "cima di Bitonto".

La ricetta che vi propongo è di semplice preparazione, e rispetta il gusto delicato del ripieno. Un consiglio: la burrata è molto delicata, quindi non dovete coprirla con sapori forti, piuttosto abbinatela a "sentori" di pomodoro fresco, di basilico, di mare....

Innanzitutto preparate dei san Marzano non troppo maturi concassè, eliminando completamente buccia e polpa. I dadini devono essere molto piccoli, circa 0,5cm. Profumate con dell'origano fresco e olio evo, poi aggiungete le mandorle tritate, i semi di girasole e di lino, e la mollica di pane pugliese tostata in olio. Mescolate e la sciate insaporire.
Cuocete gli scrigni in acqua e saltateli leggermente con un filo d'olio e una noce di burro. Potete ora comporre il piatto mettendo il crumble (aiutatevi con un coppapasta piccolo), qualche goccia di Riduzione di Negroamaro, infine tre scrigni sopra una pennellata di nero di seppia diluito con un goccio di camomilla.

giovedì, luglio 26, 2012

Brasile : "Terraço Italia"

Una delle cose più belle da fare, quando si viaggia, è visitare posti strani e particolari, che lasciano sempre un segno indelebile nei propri ricordi. Se poi, per caso, ci imbattiamo in un luogo straordinario come il "Terraço Italia", ecco che si gode appieno di quel meraviglioso insieme di sensazioni che solo l'esplorare nuovi ambienti e situazioni può dare.

Dopo la visita a Vento Haragano (considerata "di puro piacere") ci informiamo in fiera per capire qual'è la situazione della cucina italiana qui a San Paolo, in particolare per quanto riguarda la pasta, sia fresca che secca.
Con pochi dubbi da parte dei nostri interlocutori veniamo indirizzati al "Terraço Italia", che pare essere uno dei ristoranti italiani più quotati in città. 
In serata quindi, terminata la fiera, arriviamo in questo locale, a dir poco straordinario, situato al 41°esimo piano di un grattacielo (il grattacielo in realtà sembra molto più alto perchè costruito su una collinetta rialzata rispetto al piano del quartiere) chiamato "palazzo Italia" e completamente dedicato al nostro paese.
Ecco, per darvi un'idea, una foto presa da internet. 


Al piano terra del palazzo si prende un ascensore, con tanto di autista, che in pochi secondi ti porta all'ultimo piano. E qui scopri che l'uomo, a volte, può davvero fare cose inaspettate. Ecco quelle che sono state le mie impressioni.

PANORAMA: appena uscito dall'ascensore sali questi pochi gradini e arrivi in questo bar, senza renderti conto di niente. Poi ti guardi un attimo intorno e ti accorgi, dalle immense vetrate, che sei in "alta quota" e che san Paolo è distesa dolcemente ai tuoi piedi. E il fiato ed il cuore cominciano ad andarsene per i cavoli loro. Da qui si domina tutta, ma proprio tutta, la città, che appare sterminata.
Fin dove l'occhio arriva (e parlo di km) ci sono case, palazzi, grattacieli.
Seduto sull'elegante poltroncina in pelle rossa non riesci a staccare l'occhio dal panorama, e ti dimentichi di tutto.
Lo stupore iniziale permane, non se ne và, ma dopo qualche minuto fai un minimo d'abitudine a tutto questo, e allora ti rilassi, ti sistemi sulla poltrona, e chiedi una birra al cameriere, godendoti la musica live ( bossa nova naturalmente!) pensando a quanto sei fortunato.
Ho scattato una foto "panoramica" con il mio Iphone e con l'app DMD Dermandar, cercando di cogliere la sensazionalità di questo posto. Come vedete sembra di essere a picco sulla città!


IL FOOD: indubbiamente qui si offre una cucina italiana molto ricercata, e gli chef che si alternano nelle preparazioni sono molto seguiti e riconosciuti; attualmente è lo chef Pasquale Mancini a guidare la brigata. Ecco la selezione di piatti che abbiamo scelto.
Come antipasti : carpaccio tradizionale, carciofi con bresaola e brie e prosciutto con fichi freschi e mozzarella di bufala.
Il mio carpaccio era molto freddo, ma una volta tornato alla giusta temperatura si è rivelato molto buono. Chiedo scusa per la pessima qualità delle foto ma il locale era a lume di candela e non potevo usare il flash!!


Come primi piatti : ne abbiamo scelti due, dei tortelli con formaggio e tartufo e degli agnolotti con carciofi e fregola di castagna. Indubbiamente la pasta ripiena è fatta in casa, e le ricettazioni abbastanza originali e ben fatte, anche se con alcune pecche. Nel mio agnolotto infatti si sentiva poco il carciofo (anzi direi che era inesistente), ed il tartufo dei tortelli era addizionato con olio chimico, un pò troppo pesante. Il mio voto comunque è un 7 e 1/2 .




 IL PERSONALE : qui si parla solo ed esclusivamente brasiliano, sebbene tutto l'imponente grattacielo si chiami "Palazzo Italia" ed è la rappresentanza italiana a San Paolo. Dovrete quindi faticare un pò per farvi capire. Per dovere di cronaca devo dire che il personale si è dimostrato anche un pò distratto: il maitre, ad esempio, ha dimenticato completamente di portarci uno dei piatti ordinati. Indubbiamente un punto a sfavore, ma si recupera un pò grazie alla gentilezza della receptionist, davvero in gamba.

LA SALA: in realtà ce ne sono tre più il lounge bar. Noi abbiamo mangiato nella sala "Panorama", che credo sia quella più lussuosa. Atmosfera ovattata, luci soffuse (un pò troppo!) e candele al tavolo, pianista live e arredi di lusso. Cosa volete di più?

IL CONTO: tutte le cosine qui sopra elencate non sono mica gratis, anzi! Il conto, per 3 antipasti, 3 primi piatti, acqua e caffè è stato di 553 real (!!), cioè 73€uri a persona! Mica male!!

LA CANTINA: nella splendida cantina (una selezione di bottiglie è posta in un'elegante vetrata all'ingresso della sala, con bottiglie rare e molto preziose) ci sono i migliori vini del mondo. Naturalmente si da un pò la precedenza alle produzioni sudamericane (Cile, Argentina) ma sono ottimamente rappresentate anche le etichette europee, in particolare Francia (con una superba collezione di Dom Perignon) e Italia (con Sassicaia e Amarone Masi). Prezzi che superano in molti casi i 1000 Real!

Solitamente non mangio mai italiano (se non per lavoro) quando sono all'estero...mogli e buoi dei paesi tuoi si dice...e poi il mio amico Andrew Zimmern dice sempre che la cultura di un paese si comprende attraverso quello che mangiano i suoi abitanti. In questo caso però si può fare (se il costo rientra nel vostro budget) uno strappo alla regola, perchè il panorama del "Terraço Italia" vale da solo il prezzo del biglietto aereo!! La cucina è indubbiamente di livello, così come l'ambiente. Insomma, se vi trovate a san Paolo, tra una picanha e un corazao de frango potete godervi un tortello al tartufo sospesi sul cielo di questa fantastica città!!


Per maggiori informazioni: 


http://www.terracoitalia.com.br



martedì, giugno 05, 2012

Madrid......

Questo mese non ho viaggiato molto, inizia la stagione un pò per tutti e quindi c'è poco tempo per visitare i clienti, ritornati finalmente attivi. Ho avuto però la fortuna di andare un paio di giorni a Madrid, per una degustazione di nostri prodotti. L'accoglienza, come sempre accade in Spagna, è stata meravigliosa.

L'ho già scritto in qualche post sicuramente, ma lo ripeto : gli spagnoli hanno quella ospitalità tutta mediterranea (della quale un tempo noi italiani eravamo campioni) che ti fa sentire accolto e benvenuto. Sempre. Di questo tema ne parlerò successivamente perchè vorrei diventare (!!) il Beppe Grillo del turismo e della ristorazione e far capire a chi ci governa che queste sono due risorse fondamentali per il nostro paese e che non sfruttiamo per niente. Ma ne riparliamo...

Ora torniamo a Madrid. Volete un esempio di cordialità?? Bene..il primo giorno arriviamo in albergo verso le 16.00 , diretti dall'aeroporto. Sui voli di linea ormai non ti danno neanche un bicchier d'acqua se non paghi (salato!) e quindi abbiamo un pò di fame. Il mio direttore chiede all'albergo qualche ristorantino nei paraggi, ma visto l'orario abbiamo tutti poca fiducia. Il receptionist invece ci indirizza, con molta tranquillità, in un locale sito a pochi mt di distanza (circa 300).

Noi affrettiamo il passo, sempre poco speranzosi, e invece...TA DAAA....ristorante apertissimo, cameriere che ci fa le feste come se avesse visto la Madonna di Lourdes, cucina operativa e massima disponibilità!!! Ci accomodiamo al tavolo e con nostra estrema gioia il cameriere ci spiega per filo e per segno tutte le specialità del locale, con grande maestria. Ci permettiamo addirittura di richiedere un paio di modifiche a dei piatti, e la richiesta viene accolta senza batter ciglio! Fantastico...non vedevo una cosa così da anni...Se in Italia ti presenti alle 16 in un ristorante come minimo ti denunciano per disturbo della quiete pubblica (anzi dello chef!!)...

Le pietanze superano le aspettative, anche perchè siamo estremamente ben disposti : niente di particolare eh, ma la cucina spagnola è bella proprio per questo. Poche cose ma buone e fatte bene, con materie prime eccellenti. Prendiamo baccalà all'andalusa, jamon iberico, insalata mista fantastica con il bonito, olive all'aglio e mandorle salate come snack, pane e pomodoro e una bella cerveza fresca.

Molto bello da vedere anche il banco del pesce fresco. Il ristorante in questione si chiama "El Rincon de Pardinas"  ( http://www.elrincondepardinas.com/ ). Se passate da quelle parti provate.








Taberna El Rincon de Pardiñas


Calle del General Oráa, 61  28006 Madrid, Spagna
915 63 46 77

domenica, maggio 13, 2012

IL CIBUS 2012

I miei pensieri sul Cibus 2012....


EVENTO: il Cibus è sicuramente un grande evento, di quelli che fanno bene a tutto il settore. Molte volte, nella ristorazione moderna, vediamo stili di cucina e prodotti che non ci appartengono. Qui invece si trova il meglio delle nostre capacità: grandi prodotti, sapori indimenticabili, maestri di cucina.

ESTERO: Qui ci sono tantissimi buyers stranieri: da sempre Cibus è sinonimo di estero, ed è un bene, perchè esportare l'immensa cultura agroalimentare italiana è solo un bene.

IL PROSCIUTTO : Quanti bei prosciutti meravigliosi. Tanti, belli, saporiti, rigorosamente tagliati a mano. Un vanto di Parma e dell'Italia tutta. Però va reso onore al produttore di jamon Iberico, presente con uno stand fornitissimo. L'ho incontrato ed è qui con lo spitiro di confrontarsi, senza voler sfidare i produttori locali. Bravo e coraggioso



LA MORTADELLA (da guinnes) : ebbene si, è il mio sogno proibito : avere un frigorifero tanto grande da poterla contenere tutta intera. E poi mangiarla a pezzi con una focaccia calda e le bollicine!!



LA PASTA : che bello! è la mia vita, la mia professione, il mio cibo preferito. E ce n'è tantissima, di tutti i tipi. Per me pasta vuol dire cultura italiana sotto tutti i punti di vista. la nostra azienda, il nostro stand, sono stati, come al solito, presi d'assalto. Le novità che abbiamo presentato? Gli scrigni con la burrata di Puglia e gli scrigni con i funghi porcini, che hanno conquistato tutti i nostri ospiti


VISSANI : attira sempre l'attenzione, qualunque sia il contesto. E lui sa intrattenere come pochi altri. Il nuovo libro (stupendo) che Surgital gli ha dedicato è un capolavoro da tenere in bella vista nella propria biblioteca culinaria

IL MAESTRO MORI : come un antico samurai l'executive di Casa Vissani è sempre al lavoro, e sempre con la stessa incredibile precisione e tranquillità, sia con una che con mille persone da servire. Da prendere come esempio.

IL RICETTARIO : ancora una volta il nostro ufficio Marketing ha sfornato un capolavoro...un libro, un ricettario, una storia....raccontata magistralmente, come una grande opera classica in più atti. Una nuova pietra di paragone tra i tomi che raccontano la pasta fresca. Applausi a scena aperta a chi lo ha pensato e realizzato. Grazie ad Anna e Lina.


LE ORDE FAMELICHE : ci sono ad ogni fiera, è vero, però ogni volta è un brutto spettacolo da vedere. Gruppi di persone che a fine fiera saccheggiano spudoratamente gli stand, con tanta arroganza e maleducazione. E che cavolo, basta chiedere e vi sarà dato!

GRAZIE : infine un razie a chi, nonostante il gran lavoro, la fatica, le cose un pò cosi, mi ha fatto comunque passare bei momenti. Grazie.
E grazie Tata, per esserci sempre.

L'antica Corte Pallavicina...

In occasione del Cibus 2012 abbiamo passato una bella serata di cultura e cibo all'Antica Corte Pallavicina, ristorante stellato situato a Polesine Parmense, a pochi km da Zibello. Qui si parla obbligatoriamente di Culatello, principe della tavola. Ecco i ricordi della serata.

IL CULATELLO: L'antica corte Pallavicina è una specie di paradiso in terra per gli amanti del famoso Culatello di Zibello. Prima di accomodarsi a tavola in questo splendido ristorante(è molto riduttivo chiamarlo ristorante però!) è possibile fare una visita alle cantine guidati da Luciano Spigaroli, proprietario della Corte. La visione è di quelle che si ricordano a lungo: culatelli dappertutto, sopra la testa, di lato, sulle pareti, a formare stretti tunnel dove il prezioso salume carezza soavemente lo stupito visitatore.



Anche il profumo è particolare: i cesti di vinacce che diffondono le muffe hanno sentori particolari, che arricchiscono le qualità di questi fenomenali salumi. Sulle pareti nomi illustri si appropriano dei vari culatelli stagionati, rivendicandone gelosamente la proprietà : Alain Ducasse, Alberto di Monaco, il principe Carlo d'Inghilterra, e tutta una serie infinità di VIP e di chef famosi.



IL RISTORANTE : Una bellissima sala a volta, tutta a mattoncini. Appena fuori la cantinetta dei formaggi, tutti rigorosamente conservati nel fieno. Luci soffuse, servizio discreto.

I PAVONI: Ce ne sono tantissimi, dappertutto : a terra, negli orti, sui tetti. Tutti maestosi. E divertenti, quando fanno i loro versi curiosi.

I CAMINI : durante la visita si attraversano una serie di sale risalenti al medioevo, completamente restaurate, ed ogni sala ha un camino meraviglioso, grande, con tanto marmo. Che bello passare una serata accanto ad un fuoco cosi!

LA TRADIZIONE : qui nella bassa parmense si mangia bene da sempre, e da sempre si rispetta la tradizione, fatta di tanti e ottimi prodotti locali. Le varie mode ed influenze culinarie qui prendono poco. Evviva la cucina regionale.

LO CHEF : Massimo Spigaroli, proprietario e chef, ha un curriculum incredibile. E' uno che ha portato la cucina italiana dai potenti di tutto il mondo e che in meno di un anno e mezzo si è guadagnato la sua meritatissima stella michelin. Sicuramente ha dato la giusta impronta al locale. Ha personalmente presentato i piatti del menu, in maniera accademica. E l'applauso finale che gli abbiamo riservato lo ha voluto condividere con la sua squadra di cucina. 10 e lode

LA FARAONA : cotta nella terra del fiume PO (che viene lavorata con uova e farina e poi stesa con il mattarello). La faraona, allevata da loro, viene fatta marinare per quasi due giorni e poi cotta in questo involucro di creta, che ne rende inconfondibile il sapore. Meravigliosa. Accompagnata da verdurine coltivate negli orti della corte. Uno dei piatti migliori mangiati negli ultimi tempi.



lunedì, marzo 26, 2012

tre giorni a.....Barcellona ! (prima parte)

Eccomi finalmente arrivato a Barcellona per la fiera Alimentaria, che apre domani al pubblico e si propone come una delle più importanti manifestazioni in Eurooa dedicate al food. Stasera, dopo il tranquillissimo trasferimento da Bologna con volo regionale di Iberia, abbiamo subito saggiato le capacità culinarie di questa meravigliosa città, che ho avuto modo di conoscere approfonditamente durante i miei anni da "marinaio"!!!
L'invito è di quelli che non si possono rifiutare: una cena al ristorante "Torre d'Alta Mar", nei pressi delle spiagge di Barceloneta.
La particolaritá di questo ristorante è che è situato in cima alla torre delle teleferica di Barcellona, e domina quindi tutto il porto.

La sala, elegantemente arredata e con luci soffuse che creano la giusta intimità tra i vari tavoli, si apre alla città grazie alle grandi vetrate. Sotto una foto panoramica a 360 gradi, scattata con il mio Iphone grazie alla apps Demandar.

Il menu è meraviglioso, c'è il meglio della cucina cantabrica: 6/7 piatti per categoria. Iniziano subito con alcuni antipasti freddi. Immancabile il pane al pomodoro e il Jamon Pata Negra, rigorosamente tagliato a coltello.

Abbiamo optato per una scelta a base di pesce (quasi obbligatoria vista la qualità della materia prima disponibile). Dopo una pallina di parmigiano ripiena al pomodoro arrivano gli altri antipasti da spizzicare in attesa della portata principale. Il primo piatto è questo : "pulpo cocido a baja temperatura con ensalada de lentejas de colores y aceite de aceituna gazpacha", cioè polpo cotto a fuoco lento con insalata di lenticchie colorate e olio d'oliva gazpacho. Un piatto straordinario, il polpo è morbidissimo e la carne compatta e gustosa. Eccezionale. L'altro piatto, che vedete sullo sfondo, è un'altra chicca di incredibile fattura : "Bacalao esqueixat con aceite virgen de siurana y taboulè de aguacate, calabacin, esparàrragos, tomate, cebolla tierna, simejiy cilantro"...tradotto è: baccalà sminuzzato con olio vergine siurana e con insalata taboulé di avocado, zucchine, asparagi, pomodori, cipolle tenere simeji e coriandolo. Il baccalà, servito crudo, si scioglie in bocca e porta con sè gli aromi degli altri ingredienti. È per piatti come questi che amo la cucina spagnola: ingredienti poveri ma incredibilmente esaltati e resi importanti.

Ed eccoci al piatto principale: Merluzzo Cantabrico con hummus di ceci, fiore di zucca pastellato, olio extravergine di oliva e succo di limone sferificati.
Molto bella la coreografia del piatto, raffinata ed equilibratamente verticale, ma è il gusto del merluzzo che quasi ti lascia stordito e fa incredibilmente volare tutti i sensi. È cotto alla perfezione, chi l'ha cucinato (alla piastra) è davvero un maestro. È croccante all'esterno ma incredibilmente morbido e succoso dentro. Ancora adesso che sto scrivendo (sono le 2:22 di notte) ho l'acquolina in bocca. Le sfere di limone ed olio si sposano poi alla perfezione con la bianca carne del pesce, dando un tono sofisticato al merluzzo (cibo povero per eccellenza) senza invaderne la delicatezza. Davvero un piatto da 10 e lode.

Il costo di questo piatto è di 32€, ma credetemi li vale tutti.
Di media, con un vino, si spendono sui 60€ a persona, ma il servizio curato, l'elegante sala, la vista mozzafiato e soprattutto l'ottimo cibo li valgono tutti. Se venite a Barcellona provatelo.

Torre d'alta mar Restaurant
Psg. Joan de Borbó 88
Torre Sant Sebastià
Teleferic Port Vell 08039 Barcelona
tel. 93 221 00 07

lunedì, marzo 19, 2012

Rassegna "Il Piatto Verde" di Riolo Terme

Anche quest'anno sono stato invitato dall'amico chef e professore Marco Ferruzzi alla serata di gala del concorso "Il Piatto Verde", organizzato proprio da Marco e ospitato presso l'Istituto Alberghiero di Riolo Terme. Giunto oramai alla ventesima edizione, il concorso, della durata di una settimana, ospita sempre importanti chef (quest'anno erano presenti Philippe Lèveillè -ristorante Miramonti L'Altro, 2 stelle Michelin- e Gianni D'Amato-ristorante Il Rigoletto, 2 stelle Michelin)ed una importante gara culinaria riservata sia ai privati che agli Istituti Alberghieri.

Durante la cena i ragazzi della scuola hanno presentato due nostre paste: gli Scialatielli (abbinati con un'ottima salsa di cavolo rosso e seitan) ed i Rettangoli Faenza (ripieni con ricotta di pecora, ricotta vaccina e prezzemolo fresco e salsati con burro, salvia e noce moscata).

Devo fare i complimenti a Marco e agli altri professori dell'Istituto di Riolo perchè gli allievi (di cucina, di sala e di segreteria) sono davvero ben preparati e soprattutto disciplinati.

La nostra azienda, come main sponsor della manifestazione, ha regalato ai primi tre allievi classificati un corso presso DeGusto tenuto dallo chef Vissani, una giacca ed una falda personalizzati, un libro delle Divine Creazioni ed al vincitore (Chiara Allerino della scuola Alberghiera "Velso Mucci" di Brà (CN) che ha presentato il piatto "Acciughe ripiene in crosta di pane e aneto con salsa all'aglio orsino e ciambella all'aneto") uno stage di una settimana con noi alla fiera internazionale SIAL di Parigi.

Il concorso di Riolo resta uno dei più importanti a livello nazionale ed internazionale, è un bene che i ragazzi abbiano la possibilità di partecipare a questi concorsi per scambiarsi nuove esperienze e professionalità. Faccio un grande in bocca a lupo a Chiara (ci vediamo ad ottobre!)e ringrazio ancora Marco per il sempre graditissimo invito.

foto 1 : gli scialatielli
foto 2 : i rettangoli faenza

giovedì, dicembre 29, 2011

La Vigilia di Natale....(prima parte)

Eccoci arrivati alla festa più importante dell'anno, attesa un pò da tutti per passare qualche bel momento insieme alla famiglia e, perchè no, anche per gustare qualche specialità particolare.

Molte delle pietanze che abbiamo mangiato appartengono ormai ad una tradizione storica che resiste alle mode e all'apertura globale, che ha investito in pieno tutto il settore del food. Alla vigilia, sebbene ogni piccolo paese abbia la propria usanza ed il menu quindi possa subire variazioni anche importanti, si mangia pesce.
Vigilia infatti è un termine latino che indica una veglia, quasi sempre religiosa, e che quindi implica un "digiuno" di penitenza. Sebbene oggi tendiamo a vedere molte differenze tra le varie religioni, il digiuno è prassi comune anche nell'Islam (periodo del Ramadan).

A casa mia la cena della vigilia è più importante del pranzo di Natale vero e proprio. È infatti il primo pasto delle feste, quello che apre la serie infinita di mangiate che si concluderà solamente con la cena del primo Gennaio, allestita con i tanti avanzi del cenone di san Silvestro. Le pietanze vengono rigorosamente preparate da mia madre e dalle mie zie (io non sono ammesso in cucina!!!)
Difficilmente viene preparato l'antipasto (riservato al pranzo del giorno dopo) e si inizia subito con la pasta: spaghetti al tonno e spaghetti con le vongole, il primo rosso con il pomodoro, il secondo bianco. Questi sono gli unici piatti che vengono "serviti". Subito dopo i primi infatti la tavola viene invasa dal resto delle pietanze, tutte disposte sul tavolo in modo che ognuno possa servirsi da solo. Troviamo il classico sautè ai frutti di mare (preparato con pomodoro, peperoncino e un pó di peperone), il baccalà (che in base all'ispirazione delle cuoche puó essere preparato fritto o in umido), qualche pesce bianco "pè li monelli" (i bambini più piccoli!!) che può essere la sogliola fritta oppure orata o spigola ai ferri, i calamari ripieni (con pane, capperi, pomodoro, tonno o frutti di mare) ed i mitici "ceci con i gamberi". Quest'ultima é una ricetta tanto semplice quanto gustosa, preparata con un fondo di olio evo, cipolla, lo spicchio d'aglio, il prezzemolo, i ceci lessati prima in acqua, la passata di pomodoro ed i gamberi. Si prepara una specie di zuppetta che viene mangiata al cucchiaio. È deliziosa e provatela anche per condire la pasta, magari un Bauletto all'astice o un Panciotto con melanzana e scamorza.

Infine si apre il capitolo fritti.
Non fritture classiche di pesce, ma una serie di verdure particolari che sono patate, carciofi, broccoli (le" pittule" che mangiamo in Salento) e i fiori di zucca con l'acciughina. Tutto immerso nella pastella di acqua e farina e fritto. E poi ci sono le mele: anche questa é una tradizione che si perde lontana negli anni. La mela infatti é sempre stata considerata negativamente dalla chiesa (è il "frutto proibito" del peccato originale) e addirittura ne veniva condannato l'uso. Ma il popolo, per protesta, la preparava fritta tagliandola a fette come le comuni patate. Visivamente non si distinguono le une dalle altre, solo assaggiando se ne scopre la soave dolcezza!!
(continua)

venerdì, agosto 19, 2011

I Balanzoni....in tempura!!

Questa che vi propongo è una ricettina molto semplice, ma di sicuro effetto per presentare la pasta in maniera particolare e diversa dal solito. I Balanzoni sono dei "tortelli" ripieni con Parmigiano Reggiano con almeno 33 mesi di stagionatura, ideali quindi per essere proposti come aperitivo o, secondo la moda del momento, finger food!
Dovete far sbollentare i Balanzoni per circa 2 minuti in acqua bollente salata, quindi scolarli, farli asciugare (mi raccomando senza passarli sotto l'acqua!!!operazione sconsigliatissima!!!) e passarli nella tempura (io uso questa ricetta : 1 tazza di farina con un cucchiaio di fecola, 1 uovo, 1 tazza di acqua gassata ghiacciata). Quindi friggeteli in olio, io personalmente uso sempre l'olio extravergine di oliva, e asciugateli su carta paglia o carta assorbente.


Ed eccoci infine alla presentazione : in questo caso io utilizzo un piatto, ma sicuramente vanno benissimo i piattini ed i bicchierini da finger food in vetro o in plastica.
Ho "spennellato" una crema di balsamico sul fondo, e decorato con un disegno musicale (realizzato con delle "penne" della Greci, a breve una recensione!) e con alcuni pistacchi di Bronte lasciati in infusione di olio e basilico!
Buon appetito!!

il canale video di "La Mela che si Mangia"....

Ecco il primo passetto della nuova stagione...come promesso il canale video del blog è attivo, anche se per il momento non troverete caricato nessun filmato. Vi lascio comunque l'URL, in modo da poterlo ritrovare facilmente (tra i milioni di canali YouTube)...




Buona Visione