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mercoledì, settembre 03, 2014

RISTORANTE "IF" - ROMA

"Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!"...

Questa è l'ultima parte della bellissima poesia "IF" di Rudyard Kipling, la cito perchè il ristorante che vi racconto in questo post è nato ispirandosi proprio a queste stupende parole.
Questo locale è situato all'interno di un tennis club e quindi, al momento, è riservato solamente ai soci.
Ma la cosa bella è proprio questa! Vi aspettereste mai di mangiare la vera, gustosa, romantica, immortale cucina romana, quella con la R maiuscola, in un tennis club??
All' IF succede proprio questo.
Il titolare è il mio grande amico Marco, che insieme al suo socio-migliore amico ha rilevato il tennis club Kipling (2 ettari meravigliosi nella campagna romana vicino via della Pisana -in realtà in quest'area di Roma ci sono ben 2 riserve naturali, la riserva dei Massimi e la riserva della Valle dei Casali- con tanto di piscina). Marco, per professione, si è sempre occupato di cibo e adesso, oltre a reggere ottimemente la delegazione APCI di Roma, si occupa personalmente del ristorante.

L'asso, anzi, gli assi nella manica di Marco sono sicuramente gli chef. Padre e figlio, si chiamano Mauro Evangelista (il padre) e Mattia (il figlio). Mauro, trasteverino DOC, ha la cucina romana nel sangue. E la sta trasmettendo, come una grande eredità, al giovane Mattia, neodiplomato alla scuola alberghiera ma già ottimamente a suo agio in cucina.
Ho avuto la possibilità di mangiare all'IF durante il consiglio nazionale dell'APCI. Durante la pausa pranzo, Marco e i suoi chef hanno preparato un buffet a base di specialità romane, e si sono davvero superati: per iniziare, come antipasto, pecorino romano, prosciutto, fantastiche coppiette (o coppiole) di maiale.
E poi , come direbbe Albertone Sordi, gli "umidi" : fagioli con le cotiche, trippa alla Romana e coda alla Vaccinara.




Guardate il colore, quel rosso vivo di un pomodoro cotto a puntino, quella trippa sugosa e invitante. E non riesco a descrivervi il profumo della menta. Mai sentito una trippa alla romana così equilibrata! Davvero da applusi!


E di questi fagioli con le cotiche ne vogliamo parlare? Le cotiche erano perfettamente cucinate (si devono quasi sciogliere in bocca) e insaporite da questi fagioli così densi e cremosi! Davvero una leccornia! Roba da finirsi un kg di pane con un solo piatto!! Pe fà la scarpetta, naturalmente!



E poi Marco, non soddisfatto, tira fuori dal cilindro il piatto forse più identificativo della grande cucina romana : gli spaghetti cacio e pepe! Se siete appassionati di cucina saprete bene che oggi il "cacio e pepe" è diventato un must. Questo piatto impegna chef di tutte le razze e categorie, dall'oste di campagna al 3 stelle michelin. Ma non tutti riescono a farlo, perchè nella sua apparente semplicità è invece un piatto dove la tecnica e soprattutto l'istinto devono guidare la mano del cuoco. Ebbene Mauro, questo istinto, quell'istinto trasteverino-romano, ce l'ha tutto. E il suo cacio e pepe, armonioso e colmo di quella saggezza tipica della cucina antica, è da applauso. Cremoso, pepato, pecorino e pepe dosati quasi matematicamente, per una perfetta simbiosi di sapore e gusto, senza nessun disequilibrio. Siamo alla standing ovation!!!



E per finire, stavolta davvero, Marco ci offre questi dolcetti fatti di pane cotto al forno (il pane lo fa il fratello di Marco, grande fornaio!) e poi affogati nella nutella! Non ne ricordo il nome, le chiamerò "scrocchiarelle": sono il ricordo ancestrale del pane e nutella, rovesciato, delle nostre merende e delle nostre mamme.

Insomma, se devo dirvi la verità non mi aspettavo una full immersion così bella, commovente, nella cucina romana di qualità! Bravissimo Marco, bravissimi gli chef!!

Vi lascio il link al loro sito internet, se riuscite fateci un giro perchè merita davvero!!

http://www.tckipling.it/

sabato, luglio 20, 2013

RAVIOLI ALLA BORRAGINE SU VELLUTATA DI ZAFFERANO E LENTICCHIE MARINATE NELLA BIRRA ROSSA

La scuola, come ormai ben sapete, è sempre attiva, quasi con cadenza quotidiana. Oggi in particolare abbiamo avuto come ospiti dei clienti provenienti dalla Toscana. Tra le varie ricette che ho proposto voglio postarvi questa, realizzata con i nostri Ravioli alla Borragine. L'ho scelta perchè mi piace molto a livello cromatico(molto bello il contrasto tra il giallo ed il marrone scuro delle lenticchie) e anche per il sapore, con una concordanza inaspettata tra lo zafferano (la vellutata molto semplice realizzata con latte, parmigiano, zafferano e un pò di patata schiacciata), le lenticchie (marinate per un paio d'ore nella birra rossa e poi rapidamente scottate ) e le erbe aromatiche (borragine e maggiorana) presenti nei ravioli.
Per completare il piatto un giro d'olio e un rametto di maggiorana fresca! Ricetta realizzata con lo chef Domenico Mimmo Pasculli.





mercoledì, gennaio 30, 2013

Il Menu del...Gambero !!!

Oggi pranzo di lavoro a DeGusto, con alcuni importanti rappresentanti del mondo dell'editoria enogastronomica. Ho proposto un menu di 4 portate, abbastanza elaborato anche negli abbinamenti.
D'altronde i nostri ospiti sono abituati a frequentare i migliori chef stellati di livello nazionale e mondiale, e nel mio (moolto) piccolo ho cercato di creare qualche piatto particolare, anche per evidenziare la qualitá della nostra pasta fresca!
Ecco per intero il menu che ho proposto :

- I Caciopepe, insalatina di fave agli agrumi, vellutata di pecorino ubriaco
Piatto molto elegante anche cromaticamente, ispirato al classico abbinamento romano del pecorino con le fave. Ho preso delle fave gelo, scottate velocemente in acqua, sbucciate e poi mescolate ad alcuni pezzetti di arancia. Olio, sale, pepe e un pizzico di menta. Per la fonduta ho utilizzato un pezzo di pecorino ubriaco, sciolto a vapore con panna, poco latte ed un pizzico di parmigiano. Nel piatto fondo mettete a specchio la fonduta, 4/5 Caciopepe e al centro l'insalatina di fave. Ho decorato con dei germogli di ravanello rosso Vivo

- Scrigni con la burrata di Puglia, passata di barbabietola rossa e ricotta, pomodoro.
Realizzazione molto semplice. Prendete una rapa rossa(si trovano confezionate già bollite) e frullatela con olio evo. Passata al setaccio, aggiungete un pó di panna e ottenete un composto rosso/rosato molto liscio. Passate allo stesso modo la ricotta fresca vaccina al setaccio, per ottenere un composto molto vellutato. Giocate con questi due ingredienti per ottenere un bell'effetto nel piatto (io ho realizzato una griglia), adagiatevi al centro gli Scrigni saltato con del burro alla menta, chiudete con del pomodoro concassè marinato.

- Balanzoni con ricotta e prezzemolo, il sedano rapa marinato nella birra Cisk e la tartare di Scottona
Di questo piatto mi piace l'accostamento particolare dei sapori e delle preparazioni, tutte di derivazione medievale (la carne cruda, la marinatura nella birra, il sedano rapa). Il sedano rapa ha un profumo incredibile, esaltato ancor di piú nella marinatura con la birra (la birra Cisk che mi hanno portato "in dono" i miei amici di Malta). Classica tartare di scottona con il finocchietto selvatico che si sposa benissimo con i balanzoni. Sulla tartare ho infine messo dei germogli di trifoglio, per richiamare l'alimento base della scottona!!

martedì, gennaio 22, 2013

Un menu......maltese!!

Questa settimana ho avuto il piacere di ospitare un gruppo di chef provenienti dalla bellissima Malta ( e da Gozo). Conosco molto bene queste isole e devo dire che, per quanto riguarda la ristorazione, c'è un altissimo livello di professionalità. La cucina poi è un sapiente mix tra i sapori del sud Italia ( Sicilia in primis), quelli tipici del nord Africa e con una influenza anglosassone notevole. Nelle mie visite a Malta ho sempre goduto di una allegra e cortesissima ospitalità e ho sempre mangiato piatti eccellenti, che hanno nel loro DNA una ricerca attentissima alle materie prime (che sono quasi tutte isolane, compreso l'eccezionale pesce fresco). Piatti semplici, freschi e dal gusto inconfondibile. Personalmente mi sono ispirato ad alcune ricette della tradizione maltese per comporre il menu presentato agli ospiti. Ecco alcuni dei piatti che abbiamo presentato :

RAVIOLACCI AL BRANZINO E PROFUMO D'AGRUMI CON LA ZUPPA "ALJOTTA" : questa famosa zuppa è preparata con il pesce fresco (io ho usato spigola e rana pescatrice), pomodoro fresco, aglio (da cui il nome) ed erbe aromatiche.

TORTELLI AL CONIGLIO E TONNO DI CONIGLIO : ricetta molto molto particolare, il tortello al coniglio è un'esclusiva che produciamo proprio per questi clienti. Il sapore è molto deciso, oltre al coniglio infatti vengono usate diverse spezie ed erbe aromatiche (la ricettazione è stata sviluppata con alcuni importanti chef maltesi). L'abbinamento che ho proposto è semplice : il tortello saltato in emulsione di olio e rosmarino, accompagnato nel piatto con il tonno di coniglio. Come si prepara?? Semplicemente si fa cuocere il coniglio al vapore per circa un paio d'oro, ben condito con pepe, sale, cipolla rossa, ginepro, chiodo di garofano, olio evo, basilico fresco.


Dopo la cottura (la carne deve essere molto morbida) si spolpa e si mette in barattolo con olio evo, aglio e rosmarino e si lascia riposare per circa un giorno.


FIOCCHI FORMAGGIO E PERE, CIOCCOLATO E PEPERONCINO, COPPA BRASATA AL SANGIOVESE : questa ricetta è sicuramente "strana", un mix di dolce, salato e piccante. I fiocchi d'altronde, ripieni con taleggio, ricotta, grana e pere, si prestano benissimo a queste interpretazioni. ho fatto sciogliere del cioccolato fondente, mantenendolo liquido in bagnomaria, ho brasato la coppa di maiale in una profumatissima infusione di sanGiovese, spezie come chiodi di garofano, ginepro, coriandolo, poi zenzero fresco, timo e rosmarino.


La coppa deve essere morbidissima, deve scogliersi letteralmente in bocca.


La pennellata di cioccolato è sotto i fiocchi, alternati ai cubetti di coppa. Ho infine guarnito con fili di peperoncino rosso.

Una delle ospiti invece, una bravissima chef Maltese, ci ha proposto una sua ricetta alternativa, che è risultata davvero eccezionale. Ha semplicemente saltato i fiocchi con zucchero di canna, pere fresche e scaglie di parmigiano. Mi aspettavo un che di troppo dolce, invece il risultato è incredibilmente equilibrato! Provatela (fate sciogliere lo zucchero, caramellate le pere, saltate i fiocchi e finite con le scaglie di parmigiano).


TAGLIOLINI CON INVOLTINI "BRAJOLI" E LA LORO SALSA : i "brajoli" (le braciole siciliane, cioè involtini di carne ripiene) sono un piatto tipico di malta. Fette di carne ripiene con formaggio, prezzemolo, pomodoro e uova sode, cotte in una profumata salsa al basilico. Ho riprodotto questa ricetta e nella salsa ho saltato i nostri tagliolini. Ecco il risultato! Una ricetta tradizionale e davvero gustosa!


Per quanto riguarda la linea Divine Creazioni abbiamo proposto un panciotto ripieno con melanzana e scamorza, interpretandolo alla "parmigiana" ! Abbiamo cotto il panciotto in acqua, freddato, passato nell'uovo e nel pangrattato e poi fritto (proprio come si fa con le melanzane!).
Vellutata al pomodoro, olio al basilico, sfoglia di pomodoro e mozzarella. Davvero buono!


Il menu è stato molto apprezzato e c'è stato anche un bellissimo scambio culturale e gastronomico con gli chef nostri ospiti, che ci hanno descritto nei particolari la loro esperienza con la nostra pasta, proponendoci alcuni abbinamenti davvero interessanti. Come sempre ringrazio il mio "socio" Domenico Mimmo Pasculli e lo chef Fabio Lorenzoni

- postato da Vale su blogpress for IPhone
Location:Argenta,Italia

venerdì, dicembre 28, 2012

FIRENZE, LE GUIDE, L'ELITE DELLA RISTORAZIONE...MA LA REALTA?


Qualche settimana fa ho avuto la possibilità di presiedere alla presentazione della nuova guida "I ristoranti d'italia 2013" edita da "l'Espresso".
La location scelta per l'evento è quanto di più bello possa esserci : il Mercato di san Lorenzo a Firenze, nel cuore dell’antica città toscana. Un posto davvero meraviglioso, che non avevo mai avuto la possibilità di visitare. Con la nostra responsabile Marketing siamo venuti ad esporre i nostri prodotti, dato che quest’anno siamo anche noi sponsor per questa importante guida. 

Sono presenti anche molte altre aziende, soprattutto vinicole. In poche ore l’enorme sala si riempie con almeno 400 persone, con una bellissima squadra di sommelier pronta a far degustare i migliori vini. Dopo il saluto del sindaco Matteo Renzi e del direttore della guida Enzo Vizzari (che ho avuto il piacere di ospitare a De Gusto) iniziano le premiazioni per le varie classifiche. Sul palco sale il gotha della ristorazione italiana, da Cracco a Cannavacciulo, da Niko Romito a Oldani , da Vissani (rappresentanto da Luca, ndr) a  Scabin, con naturalmente Bottura, premiato con il massimo dei voti.
Per chi ama questa professione è davvero una bella emozione vedere tutti questi grandi chef, celebri nel mondo, riuniti in un unico palco.




Non voglio annoiarvi con la descrizione minuziosa dell’evento, chè in rete trovate resoconti ben fatti e dettagliati (vi consiglio di leggere quello di Dissapore.com).


Terminato l’evento, dato che il mercato di San Lorenzo è in pieno centro storico, decidiamo di fare un giretto a piedi, perché sostare sotto il Duomo o il Battistero è sempre un’esperienza piacevole. Diamo naturalmente anche un’occhiata ai vari ristoranti che ci sono, per vedere le tipologie di pasta presenti nei menu. Devo dire anche il numero dei turisti presenti, nonostante la crisi, è elevato.
Ora, non so da quanto tempo non frequentate Firenze, ma vi assicuro che passare per le vie del centro lascia un pochino perplessi. La bella atmosfera rinascimentale che si respirava fino a qualche anno fa (lo dico con cognizione di causa visto che sono stato a Firenze decine di volte) si è completamente perduta. Se non fosse per l’aspetto puramente architettonico, uno potrebbe pensare di essere in un suk di Tunisi! Ma non è questo che voglio raccontarvi. Purtroppo la situazione di riflette anche nei vari ristoranti e locali del centro. E’ giusto, secondo voi, scrivere “cucina tipica toscana”, “vera cucina italiana” “Antica cucina toscana” ecc.ecc. quando non è presente un cuoco italiano? Secondo voi un cuoco indiano, detto con il massimo rispetto che la mia educazione mi consente, può conoscere l’antica e vera cucina italiana??

Io sinceramente credo di no. E credo anche che non sia giusto che un turista americano o giapponese che sia, che spende fior di quattrini per venire in Italia, debba mangiare cose che non appartengono alla nostra tradizione culinaria, cucinate con prodotti che vengono da mezzo mondo (carne da Olanda, Polonia, est Europa – pesce da Atlantico, Pacifico – verdure surgelate da Francia, Spagna, Nord Africa ecc.ecc [lista davvero troppo lunga per continuare].
E’ giusto?? Ma ci pensate a quanto può valere il turismo, la cosiddetta “Ospitalità”, nell’economia del nostro Paese??E ci possiamo permettere davvero di perderla così?
La ristorazione, il turismo, sono settori che con le cosiddette liberalizzazioni  sono stati completamente snaturati : come si può “liberalizzare” la nostra cucina Italiana?? E’ stato permesso a tutti di poter entrare in cucina e fare un mestiere che invece richiede anni di studio e di profonda preparazione. Senza regole precise e senza leggi adeguate stiamo perdendo la nostra identità culinaria. Non regge più neanche la solita scusa degli “italiani che non vogliono più fare certi lavori” : le scuole alberghiere sono piene di studenti, cosi come sono pieni i vari corsi di cucina e le scuole private. E oggi, grazie a televisione e giornali, fare lo chef è un lavoro di gran moda, un lavoro “figo”!!

Io dico che sono sbagliate le leggi: Vuoi aprire un ristorante italiano? Bene, devi innanzitutto avere un cuoco “certificato” ( non mi frega della nazionalità), con una valida formazione e riconosciuto idoneo (dopo attento esame) da apposita commissione. Inoltre il ristorante deve utilizzare almeno il 70-80% di materie prime prodotte in Italia (e di queste possibilmente la maggior parte di produzione locale). Il titolare deve dimostrare di conoscere la gestione economica, del personale, del marketing, della cucina dalla A alla Z (basta con i titolari che aprono locali solo per “sfoggiare” arredamenti creati dall’architetto del momento!). E se vuoi proporre ai tuoi clienti “la cucina tipica” di un determinato posto devi prendere un’apposita “specializzazione”. Se non rispetti questi parametri puoi tranquillamente aprire un ristorante “etnico”.
E’così difficile? Preferiamo perdere la nostra identità culinaria? E con essa tutto il businnes legato a questo settore (che ci consentirebbe tranquillamente di essere una delle nazioni più ricche al mondo, visto il nostro patrimonio culturale)?
Io voglio fare una raccolta di firme per proporre una legge adeguata, spero di trovare molte persone che possano supportarmi, cominciando dai tanti lettori del blog!

martedì, dicembre 11, 2012

Ricordi di una bella serata....

Volevo solo postarvi un link, dove troverete alcune belle foto della "due giorni" di degustazioni fatta a Gallipoli con un nostro importante cliente. Io come al solito "chiacchieravo", presentando i prodotti ai nostri clienti mentre in cucina gli chef Mimmo e Meo (Domenico Pasculli e Bartolomeo Ruggiero ndr) si dilettavano nella preparazione di splendidi piatti!!
Ecco il link

http://www.hielosrl.it/index.php?option=com_content&view=article&id=73&Itemid=80

Approfitto per ringraziare le persone che ci hanno accolto con grande ospitalità, in primis il sig. Gatto!

Domani vi posto il menu che abbiamo pensato per queste serate!


venerdì, novembre 09, 2012

SPECIAL TORINO: RISTORANTE DEL "CIRCOLO DEI LETTORI"

Dopo un aperitivo così di classe il locale scelto per la nostra prima cena "torinese" non poteva non essere che un posto molto particolare: siamo infatti venuti al ristorante "del Circolo dei Lettori", situato all'interno di Palazzo Graneri della Roccia, meraviglioso attestato del clima risorgimentale che si vive in città. E' davvero difficile raccontare con semplici parole la bellezza di questi palazzi, la ricchezza e la storicità dei loro arredi che lasciano davvero senza fiato.












E' invece d'obbligo raccontare quello che è stato il primo impatto con l'enogastronomia di questa città. All'entrata del ristorante si viene accolti da innumerevoli ritratti di personaggi storici, e da una magnifica credenza ricolma di grandi vini piemontesi (foto)

Salta subito all'occhio il "certificato di eccellenza" rilasciato da Tripadvisor, con una valutazione quasi a pieni voti rilasciata dai clienti (foto)

La sala non è grandissima, il soffitto a volta e i tantissimi quadri alle pareti la rendono forse ancor più piccolina all'occhio, ma gradevolmente calda e accogliente. Iniziamo subito con un "Uovo cotto nel guscio, fusione di Raschera e cardo Gobbo il leggera Bagna Caoda": perfetto "ensemble" e concentrato di sapori piemontesi. Eccezionale, soprattutto il piacere finale di intingere il pane nell'uovo e nella bagna caoda (foto).

Continuiamo con un gradevole risotto ai funghi porcini, classica preparazione realizzata molto bene.

Come secondo piatto, in questo menu degustazione, ci viene proposto "Cappello del prete (dal Fassone) cotto nel Nebbiolo e profumato al cacao" : la tenera carne, "stracotta" nel deciso Nebbiolo, acquista un suo sapore molto particolare, ed il profumo del cacao va in delizioso contrasto con l'insalatina di peperoni e zucchine. (foto)

Terminiamo con un mix di dolci tradizionali,  la "coppa sabauda", il ciambellone e la "tenerina". Consistenze diverse, cosi come le preparazioni, ma che si raccordano perfettamente in un unico piatto. (foto)

Devo dire che ho gradito moltissimo l'uovo, è stata la portata più particolare, semplice ma allo stesso tempo complessa: ai più può apparire come un semplice uovo al tegamino, ed è proprio questo il bello : le nostra cucina tradizionale, quella regionale, prevede piatti semplici, che arrivano dalla cucina povera, ma è proprio la riscoperta di queste pietanze, per noi abituati ad hamburger -cibo etnico, cucina molecolare ecc.ecc.- ad esaltare. Ottima anche la selezione dei vini : Roero Favorita di Filippo Gallino, Barbaresco della tenuta Riscossa e , immancabile al dessert, il Moscato naturale d'Asti di Michele Taliano.
Faccio i complimenti allo chef Stefano Fanti ed al suo staff e vi invito a visitare questo bel ristorante : oltre alla storicità del posto assaggerete la vera cucina Piemontese (clicca qui per vedere i menu). 
Per maggiori informazioni andate su http://www.circololettori.it

giovedì, novembre 08, 2012

SPECIAL TORINO : APERITIVO STORICO DA “BARATTI E MILANO”


Prima esperienza nella ristorazione di livello qui a Torino. Siamo tutti invitati per un aperitivo speciali da Baratti e Milano, locale storico fondato nel 1858!
La posizione attuale, all’interno della Galleria dell’industria Subalpina si deve al trasloco del 1875. In questa occasione, il locale riceve l’autorizzazione a “sfoggiare” lo stemma dei Savoia, accordata dal re Vittorio Emanuele II e dal principe Amedeo. Da allora è stato sempre un punto d’incontro per la nobiltà torinese. Rimango affascinato dalla bellezza del locale : saltano subito all’occhio i pregiati marmi e le bellissime decorazioni alle pareti e sul soffitto. Il locale, dagli anni ’80, è sotto il vincolo delle Belle Arti proprio per la preziosità degli arredi. Oltre alla bellezza dell’ambiente, della storia, qui si viene per degustare prelibatezze come le caramelle, , la superba pralineria, le gelatine, la piccola pasticceria. Sicuramente meritano un posto d’onore i Gianduiotti, realizzati seguendo la classica e rigorosa ricetta e, particolarità, confezionati a grappolo!.
In occasione della nostra visità è stato allestito un ricco buffet con piccoli canape e salatini (davvero squisiti), serviti con aperitivi classici tra cui anche il Vermouth, che qui è rigorosamente “Vermut” !!
Sebbene il tempo a disposizione è poco (ci attende la cena al circolo dei lettori!) passare qualche momento di relax respirando la storia del risorgimento italiano è un’esperienza da vivere : chissà se qui al mio posto è stato seduto Cavour, magari intento a sorseggiare il famoso “bicerin”!!
Se volete visitare Baratti e Milano, lo trovate a Torino in piazza Castello, al numero 29!
Vi lascio anche il link del sito internet, molto godibile e ben realizzato.

RICETTA: TRIANGOLI AL PESCE SPADA SU ZUPPETTA DI PATATE DOLCI, PACHINO E PESCE SPADA LACCATO IN OLIO E MENTA


Ci tenevo a presentarvi questa bella ricetta che ho realizzato insieme all’amico e grande chef Mimmo (Domenico Pasculli ndr) in occasione della visita, alla scuola di cucina, di un nutrito gruppo di colleghi danesi, precisamente di Copenhagen.
Mi piace molto studiare le varie cucine, soprattutto quelle straniere, e creare ricette “integrate” con la nostra cucina tradizionale. In questa maniera si scoprono sempre sapori nuovo e rendo più familiare il concetto di Pasta a chi non ha i nostri stessi costumi alimentari.
Abbiamo presentato quindi i nostri “panciotti con cappesante e gamberi con piccolo smørrebrød (pane di segale, misticanza, salmone e burro alle erbe), e gamberi saltati alla birra rossa” e i  “triangoli al pesce spada su zuppetta di patate dolci, pachino e pesce spada laccato in olio e menta”.
E’ proprio quest’ultima ricetta che voglio presentarvi. Anche in questo caso preparazioni molto semplici : le patate dolci, una volta lavate, sbucciate e tagliate a cubetti di circa 1 cm, vanno scottate in padella con un fondo di olio evo, scalogno, qualche bacca di ginepro. Il pesce spada, tagliato a cubetti delle stesse dimensioni, è stato fatto laccare(cioè immerso in olio) in forno a bassa temperatura per circa 2 ore ed infine i pomodorini, tagliati in filetti, che sono stati “arrostiti” sempre al forno a 150°C con un mix di erbe aromatiche, pepe nero, sale e zucchero. Mimmo ha poi realizzato un fondo con brodo vegetale montato con burro allo zafferano.
Ecco qui sotto il risultato finale, che devo dire è stato molto gradito ai nostri ospiti!!

domenica, settembre 16, 2012

Il nuovo sito....

Ciao a tutti,

come sapete ultimamente, oltre al blog, sono nate RadioMela (che potete ascoltare a questo indirizzo http://www.spreaker.com/user/lamelachesimangia/la_rossa_mela_della_sera_14_settembre ) che va in onda ogni giorno, e poi la pagina Facebook "La Mela che si mangia"...per non farvi perdere tra le varie pagine di riferimento ho pensato di creare un unico posto dove ritrovare tutte le mie attività!!

Ecco allora l'indirizzo del nuovo sito :

http://www.lamelachesimangia.jimdo.com



Qui trovate tutto!!

Naturalmente questo blog rimane attivo (questo posso gestirlo direttamente da Iphone e Ipad!) e trovate l'indice degli articoli (suddiviso in Viaggi, Ricette, ecc) sul sito!!

Grazie e buona lettura!!

martedì, agosto 28, 2012

Cuori rossi ripieni con mozzarella di bufala Campana, pomodoro e basilico su crema di cappesante, pomodoro verde fritto, gambero al pepe



Ecco una ricetta molto semplice che ho proposto ieri durante un pranzo di lavoro qui a DeGusto.
Gli ingredienti da utilizzare sono :
- cuori rossi con mozzarella di Bufala, pomodoro e basilico (2/3 a persona)
- polpa di cappesante 
- pomodori oblunghi poco maturi
- sedano e carota
- cipolla rossa di Tropea
- zenzero fresco
- prezzemolo fresco
- basilico fresco
- code di gambero
- bacche di pepe rosso
- pepe nero macinato
- farina
- olio extravergine di oliva
- sale
- acqua

Preparate un fondo con l'olio evo (noi alla scuola stiamo usando il Cima di Bitonto), sedano, carota e cipolla di Tropea tritati finemente, zenzero fresco tritato, basilico e prezzemolo e le bacche di pepe rosso. Fate insaporire l'olio, sempre a fuoco basso, e poi aggiungete la polpa delle cappesante (in questo caso private della corallina). Rosolate per qualche minuto e aggiungete qualche mestolo d'acqua, portando ad ebollizione. Quando il brodo sarà pronto frullate con un mix ad immersione fino ad ottenere una crema vellutata. Potrete aggiustare la densità aiutandovi con l'acqua di cottura della pasta. Scottate velocemente in padella le code di gamberi con un cucchiaio di olio e del pepe nero macinato al momento. Infine tagliate i pomodori a fette, infarinateli e friggeteli in olio caldo. Olio rigorosamente extreavergine!!
Completate quindi il piatto mettendo la salsa a specchio sul fondo, due cuori (bolliti in acqua e saltati con burro), i pomodori fritti ed il gambero.

giovedì, luglio 26, 2012

Brasile : "Terraço Italia"

Una delle cose più belle da fare, quando si viaggia, è visitare posti strani e particolari, che lasciano sempre un segno indelebile nei propri ricordi. Se poi, per caso, ci imbattiamo in un luogo straordinario come il "Terraço Italia", ecco che si gode appieno di quel meraviglioso insieme di sensazioni che solo l'esplorare nuovi ambienti e situazioni può dare.

Dopo la visita a Vento Haragano (considerata "di puro piacere") ci informiamo in fiera per capire qual'è la situazione della cucina italiana qui a San Paolo, in particolare per quanto riguarda la pasta, sia fresca che secca.
Con pochi dubbi da parte dei nostri interlocutori veniamo indirizzati al "Terraço Italia", che pare essere uno dei ristoranti italiani più quotati in città. 
In serata quindi, terminata la fiera, arriviamo in questo locale, a dir poco straordinario, situato al 41°esimo piano di un grattacielo (il grattacielo in realtà sembra molto più alto perchè costruito su una collinetta rialzata rispetto al piano del quartiere) chiamato "palazzo Italia" e completamente dedicato al nostro paese.
Ecco, per darvi un'idea, una foto presa da internet. 


Al piano terra del palazzo si prende un ascensore, con tanto di autista, che in pochi secondi ti porta all'ultimo piano. E qui scopri che l'uomo, a volte, può davvero fare cose inaspettate. Ecco quelle che sono state le mie impressioni.

PANORAMA: appena uscito dall'ascensore sali questi pochi gradini e arrivi in questo bar, senza renderti conto di niente. Poi ti guardi un attimo intorno e ti accorgi, dalle immense vetrate, che sei in "alta quota" e che san Paolo è distesa dolcemente ai tuoi piedi. E il fiato ed il cuore cominciano ad andarsene per i cavoli loro. Da qui si domina tutta, ma proprio tutta, la città, che appare sterminata.
Fin dove l'occhio arriva (e parlo di km) ci sono case, palazzi, grattacieli.
Seduto sull'elegante poltroncina in pelle rossa non riesci a staccare l'occhio dal panorama, e ti dimentichi di tutto.
Lo stupore iniziale permane, non se ne và, ma dopo qualche minuto fai un minimo d'abitudine a tutto questo, e allora ti rilassi, ti sistemi sulla poltrona, e chiedi una birra al cameriere, godendoti la musica live ( bossa nova naturalmente!) pensando a quanto sei fortunato.
Ho scattato una foto "panoramica" con il mio Iphone e con l'app DMD Dermandar, cercando di cogliere la sensazionalità di questo posto. Come vedete sembra di essere a picco sulla città!


IL FOOD: indubbiamente qui si offre una cucina italiana molto ricercata, e gli chef che si alternano nelle preparazioni sono molto seguiti e riconosciuti; attualmente è lo chef Pasquale Mancini a guidare la brigata. Ecco la selezione di piatti che abbiamo scelto.
Come antipasti : carpaccio tradizionale, carciofi con bresaola e brie e prosciutto con fichi freschi e mozzarella di bufala.
Il mio carpaccio era molto freddo, ma una volta tornato alla giusta temperatura si è rivelato molto buono. Chiedo scusa per la pessima qualità delle foto ma il locale era a lume di candela e non potevo usare il flash!!


Come primi piatti : ne abbiamo scelti due, dei tortelli con formaggio e tartufo e degli agnolotti con carciofi e fregola di castagna. Indubbiamente la pasta ripiena è fatta in casa, e le ricettazioni abbastanza originali e ben fatte, anche se con alcune pecche. Nel mio agnolotto infatti si sentiva poco il carciofo (anzi direi che era inesistente), ed il tartufo dei tortelli era addizionato con olio chimico, un pò troppo pesante. Il mio voto comunque è un 7 e 1/2 .




 IL PERSONALE : qui si parla solo ed esclusivamente brasiliano, sebbene tutto l'imponente grattacielo si chiami "Palazzo Italia" ed è la rappresentanza italiana a San Paolo. Dovrete quindi faticare un pò per farvi capire. Per dovere di cronaca devo dire che il personale si è dimostrato anche un pò distratto: il maitre, ad esempio, ha dimenticato completamente di portarci uno dei piatti ordinati. Indubbiamente un punto a sfavore, ma si recupera un pò grazie alla gentilezza della receptionist, davvero in gamba.

LA SALA: in realtà ce ne sono tre più il lounge bar. Noi abbiamo mangiato nella sala "Panorama", che credo sia quella più lussuosa. Atmosfera ovattata, luci soffuse (un pò troppo!) e candele al tavolo, pianista live e arredi di lusso. Cosa volete di più?

IL CONTO: tutte le cosine qui sopra elencate non sono mica gratis, anzi! Il conto, per 3 antipasti, 3 primi piatti, acqua e caffè è stato di 553 real (!!), cioè 73€uri a persona! Mica male!!

LA CANTINA: nella splendida cantina (una selezione di bottiglie è posta in un'elegante vetrata all'ingresso della sala, con bottiglie rare e molto preziose) ci sono i migliori vini del mondo. Naturalmente si da un pò la precedenza alle produzioni sudamericane (Cile, Argentina) ma sono ottimamente rappresentate anche le etichette europee, in particolare Francia (con una superba collezione di Dom Perignon) e Italia (con Sassicaia e Amarone Masi). Prezzi che superano in molti casi i 1000 Real!

Solitamente non mangio mai italiano (se non per lavoro) quando sono all'estero...mogli e buoi dei paesi tuoi si dice...e poi il mio amico Andrew Zimmern dice sempre che la cultura di un paese si comprende attraverso quello che mangiano i suoi abitanti. In questo caso però si può fare (se il costo rientra nel vostro budget) uno strappo alla regola, perchè il panorama del "Terraço Italia" vale da solo il prezzo del biglietto aereo!! La cucina è indubbiamente di livello, così come l'ambiente. Insomma, se vi trovate a san Paolo, tra una picanha e un corazao de frango potete godervi un tortello al tartufo sospesi sul cielo di questa fantastica città!!


Per maggiori informazioni: 


http://www.terracoitalia.com.br