Un'altra nuova rubrica!! La recensione delle applicazioni dedicate alla cucina, per Iphone e Ipad!
La prima app che voglio presentarvi è molto utile e carina, si chiama "10000 Ricette" ed è distribuita da Freenetitalia srl.
La versione free ha 10314 ricette, divise per categorie, che sono : antipasti, primi, carne, pesce, pollame, contorni, salse, dessert! Ci sono altre due possibilità, cioè vedere tutte le ricette insieme e aggiungere quelle che ci piacciono di più ad una lista di preferiti. Tutte le preparazioni sono in ordine alfabetico, e l'elenco (sopratutto nella sezione tutte le ricette) è davvero smisurato, sembra non finire più!! La grafica è abbastanza curata (tipo block notes)e per ogni ricetta vengono riportati la categoria, gli ingredienti, e la preparazione. C'è inoltre la possibilità di condividere su twitter e facebook (basta premere sugli appositi tastini) e il tastino per aggiungere il segnalibro. I banner pubblicitari spariscono se acquistate la versione a pagamento. Le ricettazioni proposte sono classiche, con qualche spunto particolare. Prendendo spunto dalle proposte si possono comunque creare i propri piatti personalizzati e fantasiosi. All'interno c'è un ottimo motore di ricerca , molto veloce e preciso (digitate ad esempio "agnello" e compariranno tutte le ricette relative). L'app in questo caso è sviluppata appositamente per Ipad ed ha un peso di 7.2 mb ed è gratuita. La versione FULL costa invece 2.99€.
Il Blog della Mela!! Come Iphone e Ipad interagiscono con il cibo nella mia vita quotidiana....
mercoledì, ottobre 26, 2011
Un pranzetto veloce, ma con stile, a Parigi!!!
Durante la mia ultima visita a Parigi, approfittando di un'oretta libera prima del volo di rientro in Italia, il mio collega Massimiliano mi porta a mangiare in un bel bistrot vicino alla stazione Gare Du Nord, in pieno centro.
Da fuori, vi dico la verità, rimango un pò deluso: l'esterno infatti è abbastanza anonimo, e da l'impressione di un self-service..quando entri invece hai una reazione di stupore, perchè gli interni sono in puro stile liberty, con specchi, stucchi in oro e grafiche tipiche di quel bellissimo periodo. Il maitre (vero!!non uno improvvisato) ci trova subito un tavolo, sebbene il locale sia pieno. Do una rapida occhiata ai tavoli e vedo bei piatti, decorati e con porzioni generose. Appena accomodati il nostro chef de rang (vero anche lui!!) ci offre il menu: i prezzi sono molto vari, si va dagli 8 € di un semplice antipasto (la terrina di campagna) fino ai 30 e passa per un piatto di ostriche freschissime. Puoi scegliere tra un mangiare economico e veloce, un mangiare bene e un mangiare di lusso, con tanto di champagne a 300€. Noi scegliamo un menu degustazione a 26€, che comprende antipasto e piatto principale (ma si possono scegliere anche altre combinazioni, come antipasto e dessert oppure piatto principale e dessert). I piatti arrivano in poco tempo e devo dire che sono davvero buoni, non mi aspettavo una qualità cosi alta: Massimiliano sceglie l'assaggio di ostriche (ne vengono servite 6 sulla classica alzatina con ghiaccio) sono davvero freschissime e hanno un ottimo sapore di mare. Io opto per la mattonella di foie gras, che è altrettanto buono, servito con pane scuro e confetture. Come piatto principale scelgo invece una tartare di carne, anche questa eccezionalmente preparata (in sala dal nostro chef de rang, ancor più verissimo!!!)ben condità e in porzione davvero abbondante!! Il mio collega prende un maigret de canard presentato con verdurine, anch'esso di ottima qualità e con cottura perfetta. Accompagnamo il tutto con la frizzantissima acqua Perrier, che brucia il naso come la Coca-Cola in vetro degli anni '80!!! Se volete il menu completo con i tre piatti (quindi anche con il dessert) spendete appena 31€! Fate anche la tessera fedeltà, il maitre ve la consegna subito e vi fanno uno sconto del 10% sul conto finale!! Gentilezza, professionalità, velocità ed ottime materie prime...qui si rispettano tutti questi parametri che per me sono fondamentali, quindi vi consiglio di andarci...l'indirizzo è : Terminus Nord , 23 rue de Dunkerque 75010 Paris!!
Da fuori, vi dico la verità, rimango un pò deluso: l'esterno infatti è abbastanza anonimo, e da l'impressione di un self-service..quando entri invece hai una reazione di stupore, perchè gli interni sono in puro stile liberty, con specchi, stucchi in oro e grafiche tipiche di quel bellissimo periodo. Il maitre (vero!!non uno improvvisato) ci trova subito un tavolo, sebbene il locale sia pieno. Do una rapida occhiata ai tavoli e vedo bei piatti, decorati e con porzioni generose. Appena accomodati il nostro chef de rang (vero anche lui!!) ci offre il menu: i prezzi sono molto vari, si va dagli 8 € di un semplice antipasto (la terrina di campagna) fino ai 30 e passa per un piatto di ostriche freschissime. Puoi scegliere tra un mangiare economico e veloce, un mangiare bene e un mangiare di lusso, con tanto di champagne a 300€. Noi scegliamo un menu degustazione a 26€, che comprende antipasto e piatto principale (ma si possono scegliere anche altre combinazioni, come antipasto e dessert oppure piatto principale e dessert). I piatti arrivano in poco tempo e devo dire che sono davvero buoni, non mi aspettavo una qualità cosi alta: Massimiliano sceglie l'assaggio di ostriche (ne vengono servite 6 sulla classica alzatina con ghiaccio) sono davvero freschissime e hanno un ottimo sapore di mare. Io opto per la mattonella di foie gras, che è altrettanto buono, servito con pane scuro e confetture. Come piatto principale scelgo invece una tartare di carne, anche questa eccezionalmente preparata (in sala dal nostro chef de rang, ancor più verissimo!!!)ben condità e in porzione davvero abbondante!! Il mio collega prende un maigret de canard presentato con verdurine, anch'esso di ottima qualità e con cottura perfetta. Accompagnamo il tutto con la frizzantissima acqua Perrier, che brucia il naso come la Coca-Cola in vetro degli anni '80!!! Se volete il menu completo con i tre piatti (quindi anche con il dessert) spendete appena 31€! Fate anche la tessera fedeltà, il maitre ve la consegna subito e vi fanno uno sconto del 10% sul conto finale!! Gentilezza, professionalità, velocità ed ottime materie prime...qui si rispettano tutti questi parametri che per me sono fondamentali, quindi vi consiglio di andarci...l'indirizzo è : Terminus Nord , 23 rue de Dunkerque 75010 Paris!!
sabato, ottobre 22, 2011
MAN VS FOOD(2°a puntata) : Lo stinco tedesco!!
Eccolo qua, in tutta la sua gloria e magnificenza!! E' lo SCHWEINSHAXE, ovvero il famoso (e famigerato, per le vittime che miete!)stinco di maiale di germanica memoria! E' un blocco di carne gigante, sugoso, croccante, tenero...una verà delizia per i carnivori come me. Ma c'è un problema: è immenso...nelle birrerie più rinomate, dove si usano i tradizionali stinchi ricavati dai maiali di razza pesante, il loro peso supera tranquillamente il kg di carne senza l'osso. Ma i tedeschi non si accontentano: oltre allo stinco troverete nel piatto una palata di purè di patate e gli immancabili krauti....un mix di calorie e grassi che rappresentano una vera e propria sfida anche per i mangioni più accreditati.
Nel primo episodio di questa rubrica ho affrontato 2 panini con kebab e patatine, ma erano niente in confronto a questo! Primo perchè la quantità di cibo era molto minore, e secondo, li ero nella tranquillità di una camera d'albergo e avevo tutto il tempo a disposizione, oggi invece sono con 12 amici nella più chiassosa e famosa Brauwerei di Dusseldorf, la Zum Schussel.
Arriviamo verso le 20.30 e la folla tedesca presente (è tutto pieno, dobbiamo aspettare circa 20 minuti per un tavolo)è già avanti con i lavori. Qui si spilla la birra (da enormi botti) che è un piacere, alla media di un bicchiere al secondo (cronometrato)! I due addetti sono incredibili : fanno fuori una botte in pochi minuti. Il cameriere, nonostante siamo tutti in piedi, continua a portarci bicchieri a ripetizione, non si fa in tempo a vuotare il primo che subito ne hai uno nuovo, pieno, in mano.
Il menu è ricco di specialità : gulash, stinco (sia arrosto che bollito), fegato, rognoni, wurstel, salsicce, schnitzel, crauti, kartoffeln, dolci. Buona parte dei miei commensali, presi da irrefrenabile entusiasmo da prima sera in Germania, ordina lo stinco. Le due ragazze presenti si limitano ad un'aringa affumicata e ad un piatto di gulash, qualcun'altro ordina invece la classica cotolettona panata, con sopra un uovo fritto. Il servizio è rapidissimo : in meno di 10 minuti i piatti ordinati sono al tavolo: la cucina è ben organizzata davvero per reggere una tale onda d'urto (ci sono almeno 300 clienti seduti) e devo dire che i piatti sono ben preparati, guarniti e caldi. La porzione, come vi dicevo, è immensa. Istintivamente viene subito da fare il paragone con un osso di dinosauro, tanto lo stinco è grande! Vengo preso dall'entusiasmo e affronto il piattone con leggerezza : per prepararmi non ho toccato cibo durante tutto il giorno, quindi ho una fame da lupi. Il mio piano d'attacco allo stinco è questo: mangerò dapprima la parte interna, più morbida e succosa e finirò con la cotenna, croccante e deliziosa ma molto più grassa.
Mangio metà di stinco con una facilità estrema, stasera sono sicuro di vincere ad occhi chiusi, ma gli amici mi tendono un trappolone in cui cado con tutte le braghe: ordinano i Bretzel, il tipico pane alsaziano. Ne arraffo uno velocemente, è caldo e croccante, e nonostante la mia intolleranza al pane lo mangio a gran bocconi. E' un errore imperdonabile, mi riempie subito, bloccandomi all'istante l'appetito. Provo a mandare giù altri 2 bicchieri di birra (che è leggerissima, tranquilli!!)ma non faccio altro che peggiorare la situazione. Ora ho un tappo nella pancia e mi sento pieno. Azzanno un altro boccone ma ho la nausea, sto per cedere...stasera forse vince il food...Ho un ultimo scatto d'orgolio, che mi risveglia dal soffocante torpore in cui sono caduto e..... (continua)
lunedì, ottobre 17, 2011
Squadra Speciale Cobra 11.... (dedicato alla Manu!)
Questa è bella! Ve la devo proprio raccontare, anche se vado fuori tema!
Allora, partenza per Colonia (in Germania), dove ci aspetta una settimana di fiera (l'Anuga, ndr). Siamo in attesa di prendere l'aereo al Marconi di Bologna, aeroporto di norma tranquillissimo. Il nostro è un folto gruppetto di persone: le ragazze parlano di shopping, noi ragazzi focalizziamo la nostra attenzione su delle signore spagnole sulla sessantina che stanno facendo il check-in. In particolare ce n'è una molto appariscente, bionda con labbra e seno rifatti in bellavista, e basta questo a scatenare i nostri istinti bestiali e le classiche battutacce(eehhh, come aveva ragione Mia Martini quando cantava "gli uomini non cambiano"!!!!). Siamo tutti li a fissare la signora quando si avvicina un tizio con fare per nulla sospetto (tant'è che lo abbiamo scambiato per il marito della donna!!) e con una tranquillità disarmante prende una borsa nera dal carrellino dei bagagli e si allontana. Il nostro unico neurone maschile naturalmente non analizza la situazione e non ci rendiamo conto di nulla. Ma da dietro, in un bellissimo accento romagnolo-tedesco, si sente gridare : "Ehi fermo, le ha rubato la borsa". Noi maschi allocchi ci giriamo e vediamo la Manuela che indica l'uomo e continua a gridare -"ha rubato la borsa!!". La nostra scarsa arguzia non ci consente di capire la situazione al volo, e infatti guardiamo la Manu chiedendoci -"ma è impazzita??". Lei, capendo che da noi bietoloni non può aspettarsi nessun aiuto, si scaglia sul ladro con uno scatto fulmineo e lo blocca contrastandolo contro la parete! Il predone è soverchiato, Manuela lo tiene fermo, grazie alla sua tecnica di sottomissione (è cintura nera di Karate!), io mi avvicino e vedo i tremanti occhi dell'uomo che è letteralmente terrorizzato, continua a sbiascicare parole confuse, tra le quali colgo uno "scusa me, scusa me, no fatto niente" (ehm, est Europa??). La scena è bellissima. Noi ci svegliamo dal nostro letargo e corriamo verso la Manu, che invece è tranquilla e domina la situazione. Ci guardiamo intorno in cerca di qualche agente di polizia ma non ce ne sono. L'uomo è costretto a lasciare la borsa, ma purtroppo non possiamo trattenerlo...se ne va piegato in due, tallonato dai nostri due Fabio (chef e cameriere) che cercano invano di farlo arrestare (lo hanno seguito fino all'uscita senza trovare nessun poliziotto!!). Manu intanto, con la refurtiva recuperata in mano, torna dalla signora spagnola (che non si era accorta di nulla, peggio di noi....) e le rende il maltolto. E' un trionfo!! Quando le spagnole capiscono l'accaduto si stringono intorno alla nostra collega e cominciano a ringraziarla con abbracci, baci e strette di mano!! Noi facciamo partire l'applauso e tutta la sala si unisce in una bellissima standing ovation!! Sembra un concerto di Ligabue, solo che invece di "Liga, Liga" tutti gridano "Manu, Manu"!!! L'orgoglio di conoscere l'eroe del momento ci assale!!Tutti abbracciamo e ci complimentiamo con la Manu. Un gesto davvero bello e coraggioso, come pochi ne ho visti in vita mia. Per scaricare un pò l'adrenalina ci prendiamo un caffè. Mi avvicino alla Manu e sottovoce le dico, con la mia improbabile parlata romana :" A Manu, sei stata meglio de Squadra Speciale Cobra 11"..!!
Allora, partenza per Colonia (in Germania), dove ci aspetta una settimana di fiera (l'Anuga, ndr). Siamo in attesa di prendere l'aereo al Marconi di Bologna, aeroporto di norma tranquillissimo. Il nostro è un folto gruppetto di persone: le ragazze parlano di shopping, noi ragazzi focalizziamo la nostra attenzione su delle signore spagnole sulla sessantina che stanno facendo il check-in. In particolare ce n'è una molto appariscente, bionda con labbra e seno rifatti in bellavista, e basta questo a scatenare i nostri istinti bestiali e le classiche battutacce(eehhh, come aveva ragione Mia Martini quando cantava "gli uomini non cambiano"!!!!). Siamo tutti li a fissare la signora quando si avvicina un tizio con fare per nulla sospetto (tant'è che lo abbiamo scambiato per il marito della donna!!) e con una tranquillità disarmante prende una borsa nera dal carrellino dei bagagli e si allontana. Il nostro unico neurone maschile naturalmente non analizza la situazione e non ci rendiamo conto di nulla. Ma da dietro, in un bellissimo accento romagnolo-tedesco, si sente gridare : "Ehi fermo, le ha rubato la borsa". Noi maschi allocchi ci giriamo e vediamo la Manuela che indica l'uomo e continua a gridare -"ha rubato la borsa!!". La nostra scarsa arguzia non ci consente di capire la situazione al volo, e infatti guardiamo la Manu chiedendoci -"ma è impazzita??". Lei, capendo che da noi bietoloni non può aspettarsi nessun aiuto, si scaglia sul ladro con uno scatto fulmineo e lo blocca contrastandolo contro la parete! Il predone è soverchiato, Manuela lo tiene fermo, grazie alla sua tecnica di sottomissione (è cintura nera di Karate!), io mi avvicino e vedo i tremanti occhi dell'uomo che è letteralmente terrorizzato, continua a sbiascicare parole confuse, tra le quali colgo uno "scusa me, scusa me, no fatto niente" (ehm, est Europa??). La scena è bellissima. Noi ci svegliamo dal nostro letargo e corriamo verso la Manu, che invece è tranquilla e domina la situazione. Ci guardiamo intorno in cerca di qualche agente di polizia ma non ce ne sono. L'uomo è costretto a lasciare la borsa, ma purtroppo non possiamo trattenerlo...se ne va piegato in due, tallonato dai nostri due Fabio (chef e cameriere) che cercano invano di farlo arrestare (lo hanno seguito fino all'uscita senza trovare nessun poliziotto!!). Manu intanto, con la refurtiva recuperata in mano, torna dalla signora spagnola (che non si era accorta di nulla, peggio di noi....) e le rende il maltolto. E' un trionfo!! Quando le spagnole capiscono l'accaduto si stringono intorno alla nostra collega e cominciano a ringraziarla con abbracci, baci e strette di mano!! Noi facciamo partire l'applauso e tutta la sala si unisce in una bellissima standing ovation!! Sembra un concerto di Ligabue, solo che invece di "Liga, Liga" tutti gridano "Manu, Manu"!!! L'orgoglio di conoscere l'eroe del momento ci assale!!Tutti abbracciamo e ci complimentiamo con la Manu. Un gesto davvero bello e coraggioso, come pochi ne ho visti in vita mia. Per scaricare un pò l'adrenalina ci prendiamo un caffè. Mi avvicino alla Manu e sottovoce le dico, con la mia improbabile parlata romana :" A Manu, sei stata meglio de Squadra Speciale Cobra 11"..!!
giovedì, ottobre 06, 2011
Ciao Steve.....
Se n'è purtroppo andato Steve Jobs, fondatore di APPLE e genio contemporaneo, un Leonardo da Vinci dei giorni nostri. Morto per un cancro incurabile, ha rivoluzionato la vita di tutti i giorni grazie alla tecnologia di IPad, IPhone e Mac..anche se tutt'oggi Apple ha ancora molti detrattori (tra chi preferisce i sistemi windows e android), Steve Jobs era comunque riconosciuto da tutti come un vero genio...da parte mia posso dire che l'uso di IPad e IPhone ha migliorato la mia vita, rendendola più divertente e facendomi sentire a casa anche quando sono lontano...ciao Steve...e grazie....
- postato da Vale su blogpress for IPhone
Location:Via Bastia,Conselice,Italia
martedì, settembre 27, 2011
L'archeologo del cibo....
Oggi sentiamo tantissimi termini inerenti alla cucina, soprattutto legati a chi fa parte di questo bellissimo ed entusiasmante mondo..."food blogger", "food stylist", "food consulting", "avantgarde","innovazione", "fusion","molecolare"ecc.ecc. C'è solo l'imbarazzo della scelta...ognuno oggi, con un minimo di spirito d'iniziativa, può entrare in cucina e crearsi la sua figura professionale. Questo è dovuto anche alle varie mode che imperversano nel nostro settore....in alcune situazioni infatti si cerca di oltrepassare un certo limite dove secondo me si rischia di perdere un po' il significato di "cucina"...non sto dicendo che non si deve fare ricerca e innovazione, assolutamente, è sotto gli occhi di tutti che grandi chef come Cracco, Adrià, Blumenthal, Bocchia, Bottura hanno apportato grandi vantaggi a noi tutti soprattutto per quanto riguarda la chimica degli alimenti, fondamentale per conoscere al meglio le modalità di cottura (basse temperature, sottovuoto ecc). C'è però, come accade sempre, il rovescio della medaglia! Secondo me infatti si sta un po' perdendo di vista quella che è la nostra cucina vera, la cucina regionale italiana, che tanto è apprezzata in tutto il mondo (basti pensare alla Amatriciana, che da un piccolo paesino della provincia di Rieti ha conquistato ormai tutto il mondo - gli spaghetti all'amatriciana infatti li trovate dappertutto, sebbene il più delle volte siano cucinati in maniera a dir poco fantasiosa, con moltissime modifiche apportate all'originale!!). Ed un problema ancor più grande riguarda chi vuole intraprendere il lavoro di cuoco. Se nelle scuole alberghiere infatti si cerca di trasmettere agli allievi le basi della cucina italiana, una volta entrati nel mondo del lavoro sono costretti a dover preparare ricette che poco hanno a che vedere con le nostre tradizioni, spinti magari da proprietari-ristoratori che vogliono per i loro locali pietanze alla moda che fungono da attrattiva per i clienti. Se però proviamo a chiedere a questi ragazzi cosa sia un maccherone al ferro, oppure da dove si ricava lo scamone, avremo solamente sguardi rivolti al cielo e risposte confuse. E' per questo che sto dedicando sempre più tempo e passione all' "archeocucina", cioè alla cucina tradizionale, quella che nasce nel medioevo e che, grazie a grandissimi interpreti, arriva dritta fino ai giorni nostri. E' un percorso di scoperta che faremo insieme, rinnovando antiche tradizioni e scoprendo quelle ormai perdute. Vi prego quindi di aiutarmi in questa ricerca, inviandomi le vostre ricerche, le ricette antiche della vostra famiglia, le ricette che avete scoperto in qualche posto di villeggiatura. Come dei novelli Indiana Jones del cibo partiamo quindi per la nostra avventura, che sono sicuro ci porterà lontano....Prima tappa: Venezia e la cucina del '500....a presto!!
Location:Argenta
lunedì, settembre 26, 2011
easy lunch on EasyJet !!
Sul volo di ritorno da Parigi, partito puntualissimo dal Charles de Gaulle intorno alle 19:10, vengo colto da un languorino sospetto...non ho proprio fame (per fortuna!!)visto il buon pranzo del giorno (che vi racconterò!) e il man vs food di ieri sera, ma uno spuntino lo faccio volentieri. Easyjet, come ormai la maggior parte delle compagnie aeree lowcost, non offre più niente ai propri clienti, neanche un bicchiere d'acqua. Tutto infatti è a pagamento, e questo può andar bene per chi riesce a comprare quei biglietti in offerta a 29,90€ non per chi, come me, ha speso circa 530€!! Questo prezzo infatti dovrebbe almeno giustificare un panino ed una bibita!! Non è cosi purtroppo, quindi non mi resta che scegliere qualcosa dal catalogo. Ci sono molti snack, patatine, dolcetti, qualche stuzzichino al formaggio e qualche sandwich. Proprio mentre consulto il giornalino l'hostess, via altoparlanti, annuncia che l'offerta del giorno è un sandwich doppio al pollo. Decido di prenderlo insieme ad una lattina di acqua minerale Perrier. Costo totale : 5,50€ (non male, visto che un solo panino in aereoporto costa 5€). Ma, udite udite, scegliendo di pagare con la carta di credito, sono costretto a sborsare 7€ (il minimo richiesto per i pagamenti con la carta). Regalo quindi ad EasyJet 1,50€, se sapevo ci prendevo un caffè ma quando la hostess mi riporta lo scontrino il danno è fatto. Il doppio tramezzino è confezionato in un involucro di polistirolo nero con l'apertura frontale in pellicola trasparente. Molto elegante. Il sandwich è bello grande e riccamente farcito.


Anche il gusto devo dire che è ottimo: il pollo non è per niente asciutto, e i sapori non sono confusi ma ben definiti. L'uovo fa la sua parte, ma non disturba. Gli ingredienti sono freschi e si sente. Il pane morbido e profumato. Come voto dò un 8 pieno. L'acqua è gasatissima, ti brucia il naso peggio della Coca Cola degli anni '80, quella delle bottigliette di vetro.
Approfitto per fare i complimenti al pilota, siamo atterrati in maniera cosi morbida che non ce ne siamo quasi accorti!!Bravo!!
- Postato da Chef Vale usando BlogPress for iPad
Anche il gusto devo dire che è ottimo: il pollo non è per niente asciutto, e i sapori non sono confusi ma ben definiti. L'uovo fa la sua parte, ma non disturba. Gli ingredienti sono freschi e si sente. Il pane morbido e profumato. Come voto dò un 8 pieno. L'acqua è gasatissima, ti brucia il naso peggio della Coca Cola degli anni '80, quella delle bottigliette di vetro.
Approfitto per fare i complimenti al pilota, siamo atterrati in maniera cosi morbida che non ce ne siamo quasi accorti!!Bravo!!
- Postato da Chef Vale usando BlogPress for iPad
Location:volo EasyJet Parigi-Venezia
Pomodorini per l'inverno
Qualche giorno fa, alla scuola di cucina mi hanno portato un bel cesto di pomodori "ciliegini", coltivati in un piccolo orto casalingo. Non avendo molte lezioni in questo periodo (l'articolo è di agosto, ndr)e neanche tante visite da parte dei clienti, ho deciso di conservarli in modo da poterli utilizzare anche quando, in inverno, si trovano solo pomodori importati o coltivati in serre riscaldate ( e che indubbiamente non hanno lo stesso sapore di questi, che hanno goduto del caldo sole di Luglio e di Agosto e anche di qualche fresca pioggerella che li ha resi ancor più succosi e dolci). Ho pensato di usare un vecchio metodo casalingo che ho appreso dalla mia cara nonna Neve, abitante del caro Salento. Lei cuciva i pomodori uno ad uno, insieme per il picciolo, con un filo di cotone bianco e poi li appendeva nelle bianche pareti di casa (lungo le scale che portavano alla terrazza), facendoli appassire pian piano . Le "pendule" (si chiamano cosi) si mantenevano fino ad inverno inoltrato, e poi nonna, per la gioia di mio padre e dei suoi fratelli, li preparavano friggendoli nel buon olio d'oliva che producevano loro, con un pò di aglio e basilico. Io li ricordo, e vi dico che erano squisiti! Purtroppo non ho il tempo ne la bravura di fare le pendule, ne un posto dove metterle ad appassire (il clima della Romagna non è proprio lo stesso del Salento!) cosi mi ingegno e cerco di modernizzare la cosa : li lascio appassire nel forno (ventilato ma usato come statico) a 55° per circa 10 ore. In questo modo i pomodorini appassiscono esternamente ma all'interno conservano il loro prezioso succo. Poi, per conservarli, li metto in un barattolo di vetro insieme ad olio extravergine, aglio in camicia e basilico fresco (a strati). Non può naturalmente mancare un pizzico di peperoncino. L'olio deve naturalmente coprire il tutto, per evitare l'insorgenza di batteri pericolosi, che si sviluppano a contatto con l'aria. Per maggiore sicurezza sterilizzo il barattolo al vapore (100°C x 20 min). Ora non resta che aspettare e gustare i pomodori al naturale (magari su una bruschetta) oppure utilizzarli come ingrediente per confezionare una salsa con la quale condire la nostra pasta.
Location:De Gusto, l'Ateneo della Pasta
Man vs food Parigi (seconda parte)
Ecco cosa mi aspetta : due panini di siffatte dimensioni (l'altro è dentro la busta, per tenerlo in caldo). E' tardi e sono sicuro che la mia pancia, a quest'ora, non reggerà un tale sforzo ma sono pronto ad accettare la sfida. devo però elaborare velocemente una strategia, perchè mangiando a casaccio (a esempio prima tutte le patatine poi i panini) potrei saziarmi subito. Fortunatamente l'interno del pane è ben salsato, il che aiuta nel mangiare la carne che è, di norma, abbastanza stoppacciosa.
Commetto però un errore fatale: ad ogni morso abbino un sorso di Coca Cola. Questo mi gonfia subito, con evidenti brontolii da parte del mio stomaco, e in meno di dieci minuti il primo panino è finito. Direi che sto abbastanza male (seguo una rigorosa dieta e questi eccessi ormai non me li posso più permettere) ma non posso mollare cosi, ne va della mia dignità. Faccio un attimo di pausa, ma capisco che la situazione è critica. O passo al contrattacco o devo mollare. Il secondo panino sembra un gigante pronto ad abbattermi, ma la mia mossa lo spiazza : metto all'interno anche le patatine rimaste, in modo da inumidirle un pò e finire prima. Il gusto dei panini è esplosivo, la carne tenerissima, saporita e gustosa, le salse non coprono il sapore ma si sposano anche ottimamente con le verdure. Davvero ottimo!! Mi ricorda l'ottimo gyros che mangiavo a Mikonos, in un chioschetto vicino ai Mulini. Complimenti ai due fratelli greco-turchi!!! Ci sanno davvero fare!! E usano ingredienti di qualità!!
Mi occorrono circa 15 minuti per finire il secondo panino, ma infine ce la faccio!!
E' stata davvero una bella fatica, ma ne è valsa davvero la pena, visto il gusto eccezionale di questo tipico cibo di strada. Adoro queste grandi città e la loro multiculturalità alimentare! C'è sempre qualcosa da assaporare!! La sfida comunque è vinta e per adesso... Man 1 - Food 0 !!!! Alla Prossima!!
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Location:Parigi - Gare du Nord
Man vs Food Parigi (prima parte)
Inizio oggi un'altra rubrica, che trae ispirazione da una bellissima trasmissione televisiva, in onda sul canale Nat Geo Adventure (bouquet SKY) condotta da Adam Richman, un ragazzotto che di professione fa l'attore, che gira gli Stati Uniti in cerca del cibo più strano, più grande e più calorico! Avendo anch'io una passione per i cibi strani, mi sono riproposto di creare il mio personale man vs food. Comincio proprio qui da Parigi. La zona è quella giusta, Gare du Nord, il quartiere intorno alla stazione dei treni più grande della città. Qui è pieno di negozietti, botteghe, supermarchè, boulangerie ecc.ecc e ad ogni metro di strada si trova qualcosa da mangiare. Essendo arrivato molto tardi il mio aereo (sono atterrato alle 23.30 e arrivato in albergo dopo la mezzanotte) non ho molte possibilità, ma decido comunque, una volta lasciati i bagagli in albergo, di fare un giretto intorno alla stazione alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti(non ho mangiato niente tutto il giorno e le patatine del frigobar poco possono contro la mia fame!!). Certo avventurarsi a quest'ora di notte in questo quartiere non è proprio salutare, ma basta non portarsi niente appresso (ho solo carta d'identita, venti euro e ben nascosto[non vi dico dove però!!] il mio fedele Iphone) e poi io sono abitutato a queste incursioni (ricordo le mie passeggiate fotografiche nel quartiere arabo di Casablanca subito dopo l'11 settembre [e vi assicuro che noi occidentali non eravamo ben visti] i quartieri poveri di Panama City, o le due notti passate girovagando al Carnaval di Salvador de Bahia, dove ogni anno ci sono diversi morti e feriti e una quantità indefinita di furti, scippi e risse[ io ne sono uscito incolume e con un indelebile ricordo!!]). Dopo 10 minuti di ricerca, superato un macdonald e un KFC, trovo un negozietto che m'ispira : dev'essere turco o greco (ci sono entrambe le bandiere) e il profumino che sento mi costringe ad entrare.

All'interno trovo questi due ragazzi e la loro vetrina piena di tutto il necessario per farcire un panino con il Kebab. Sullo spiedo verticale il gran pezzo di carne gira che è un piacere, sfrigolando con tutto il suo succulento sughetto.
Ho già l'acquolina in bocca e cerco di scegliere in fretta qualcosa dai menu posti in alto. Accanto a me c'è un omone gigante ( e se lo dico io fidatevi, è davvero gigante) che a prima vista pare un samoano degli All Blacks, e che aspetta i suoi panini. I due ragazzi li preparano in maniera magistrale, con pochi gesti veloci e sincronizzati : uno apre il pane e l'altro taglia il kebab, uno mette l'insalata e l'altro le patatine, uno scroscio violento di salse indefinite e via nella vaschetta di polistirolo per tenerlo al caldo. Il tipo ne prende due, ed io accetto la sfida : non posso essere da meno. "I want the same things that this gentleman has taken" dico con il mio inglese a dir poco ridicolo. Tant'è che uno dei ragazzi esclama : "Italiano eh!? forza Roma, buonasera, arrivederci grazzi milli"...penso al corso De Agostini appena acquistato (the pen is on the table!!??)e faccio un cenno di affermazione col capo rifiutandomi di proferire parola. Il samoano gigante, stupendomi non poco, mi dice -"ottima scelta"- e mi da una pacca amichevole sulla spalla che mi smonta quasi come i poveri Big Jim che avevo da piccolo! I due fratelli (o almeno credo che lo siano)senza perdersi in altre chiacchiere confezionano i miei panini in pochissimi secondi sommergendoli da una montagna di patatine fritte. Io prendo 1 lt d'acqua e una coca (serviranno!!). Alla cassa c'è quello che identifico come il padre dei due fratelli, un'anziano tutt'altro che assopito (mi fa il conto come fosse un pc equipaggiato con l'ultimo processore Intel!)che sembra uscito dal film "il mio grosso grasso matrimonio greco". Totale 13,40€ (un prezzo onesto). Saluto i due fratelli, l'anziano ed il samoano (che mi lascia in ricordo un sorriso sincero ma invero inquietante!) e frettolosamente torno in albergo, passando in alcuni vicoletti non proprio invitanti. Riesco comunque ad arrivare sano e salvo in camera, rapidamente mi lavo e mi cambio e preparo il mio man vs food sul lettone matrimoniale (che sarà il mio ring).... -continua-
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All'interno trovo questi due ragazzi e la loro vetrina piena di tutto il necessario per farcire un panino con il Kebab. Sullo spiedo verticale il gran pezzo di carne gira che è un piacere, sfrigolando con tutto il suo succulento sughetto.
Ho già l'acquolina in bocca e cerco di scegliere in fretta qualcosa dai menu posti in alto. Accanto a me c'è un omone gigante ( e se lo dico io fidatevi, è davvero gigante) che a prima vista pare un samoano degli All Blacks, e che aspetta i suoi panini. I due ragazzi li preparano in maniera magistrale, con pochi gesti veloci e sincronizzati : uno apre il pane e l'altro taglia il kebab, uno mette l'insalata e l'altro le patatine, uno scroscio violento di salse indefinite e via nella vaschetta di polistirolo per tenerlo al caldo. Il tipo ne prende due, ed io accetto la sfida : non posso essere da meno. "I want the same things that this gentleman has taken" dico con il mio inglese a dir poco ridicolo. Tant'è che uno dei ragazzi esclama : "Italiano eh!? forza Roma, buonasera, arrivederci grazzi milli"...penso al corso De Agostini appena acquistato (the pen is on the table!!??)e faccio un cenno di affermazione col capo rifiutandomi di proferire parola. Il samoano gigante, stupendomi non poco, mi dice -"ottima scelta"- e mi da una pacca amichevole sulla spalla che mi smonta quasi come i poveri Big Jim che avevo da piccolo! I due fratelli (o almeno credo che lo siano)senza perdersi in altre chiacchiere confezionano i miei panini in pochissimi secondi sommergendoli da una montagna di patatine fritte. Io prendo 1 lt d'acqua e una coca (serviranno!!). Alla cassa c'è quello che identifico come il padre dei due fratelli, un'anziano tutt'altro che assopito (mi fa il conto come fosse un pc equipaggiato con l'ultimo processore Intel!)che sembra uscito dal film "il mio grosso grasso matrimonio greco". Totale 13,40€ (un prezzo onesto). Saluto i due fratelli, l'anziano ed il samoano (che mi lascia in ricordo un sorriso sincero ma invero inquietante!) e frettolosamente torno in albergo, passando in alcuni vicoletti non proprio invitanti. Riesco comunque ad arrivare sano e salvo in camera, rapidamente mi lavo e mi cambio e preparo il mio man vs food sul lettone matrimoniale (che sarà il mio ring).... -continua-
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Location:Parigi - Gare du Nord
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